Bene la campagna, adesso dobbiamo evitare eccedenze nel 2022 - Agrimpresaonline Webzine

Bene la campagna, adesso dobbiamo evitare eccedenze nel 2022

dossier pomdoro

Emer Sani

RAVENNA – Per il pomodoro è stata una campagna impegnativa ma, alla fine, non sono mancate le soddisfazioni. Anzi, “è stata l’annata migliore degli ultimi 10 anni. In tutta l’area dell’Italia del nord l’aumento della produzione è in percentuale del 10-15%”, commenta Samuele Ravaioli, dell’azienda agricola Ravaioli Gabriele, Ridolfi Saura e figli.

“È stato impegnativo gestire le colture a livello di irrigazione a causa dell’andamento climatico che non è stato dei migliori per il pomodoro: quando si superano i 35–36 gradi diventa pericoloso per le colture, ma i risultati sono stati positivi. Inoltre non ci sono stati particolari problemi fitosanitari”.

All’andamento climatico avverso, al momento, si riesce a sopperire con i mezzi tecnici che sono a disposizione. Le aziende sono sempre più specializzate e, grazie a questo, sono riuscite a gestire l’irrigazione in modo corretto ottenendo risultati superiori agli ultimi anni. Sono stati pochi gli eventi atmosferici violenti, come le bombe d’acqua che sono molto dannose, in particolare per questa coltura.

“I mesi più difficili – prosegue Ravaioli – sono stati quelli primaverili, freddi e con gelate tardive che hanno, in alcuni casi, compromesso gli impianti. Nel nostro caso abbiamo perso i primi 10 ettari seccati dal gelo. La partenza non è stata delle migliori. Poi altre difficoltà sono arrivate da metà giugno a fine luglio con temperature molto alte che hanno richiesto sforzi maggiori”.

L’azienda coltiva pomodoro tondo da industria a produzione integrata, quindi la coltivazione è svolta con tutta una serie di buone pratiche in cui sono ammessi solo certi prodotti fitosanitari con più basso impatto ambientale rispetto ad altri.

“Quest’anno abbiamo dedicato in totale 100 ettari che hanno prodotto 84.500 quintali di peso netto. Un’estensione un po’ inferiore al 2020. È stata una scelta aziendale, quella di diminuire lievemente le superfici, per riuscire a gestirle in modo migliore”. Una contrazione degli ettari è possibile per il 2022 “in previsione di un abbassamento della richiesta – conclude Ravaioli -. Quest’anno, sono state rispettate le quantità con poche eccedenze, ma le industrie sono piene. Occorrerà stare attenti per evitare eccedenze alla fine prossima campagna”. 

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