Biodiversità, la legge apre la possibilità di vendita diretta e libero scambio dei semi

Marzo 2017

Leana Pignedoli, vicepresidente commissione Agricoltura al Senato

La legge sulla Biodiversità rappresenta una scelta netta da parte del nostro Paese, primo in Europa, che punta sulla tutela e la valorizzazione delle varietà come investimento per il futuro, come strategia per affrontare le emergenze di questo secolo.

Una scelta che non si ferma ad una genericità di intenti, ad un auspicio, ma si dota di strumenti per una verifica puntuale del patrimonio genetico italiano. Un monitoraggio basato su criteri precisi, per formare una anagrafe in cui inserire le varietà a rischio di estinzione o erosione genetica. Con l’istituzione del portale nazionale l’obiettivo è quello di coordinare i dati e i materiali che i presidi territoriali, gli agricoltori, i centri di ricerca e le associazioni hanno conservato fin qui, attraverso un sistema nazionale per dare sistematicità e uniformità al censimento di uno straordinario patrimonio di varietà vegetali ed animali.

Una proposta, quella di creare un sistema nazionale della biodiversità, che nasce dal basso, da una concertazione con Regioni, associazioni e agricoltori e che ora grazie a questa legge torna sui territori puntando sugli agricoltori custodi, le comunità del cibo, la rete della biodiversità.

Sarà lo stesso Comitato permanente, previsto nella legge, a garantire il raccordo tra i diversi livelli, dal nazionale al locale.  Del resto questo è un sistema che non può essere gestito a tavolino, lasciato unicamente ad iter burocratici e neppure solo a ricerche accademiche. Il patrimonio della biodiversità è immenso e diffuso, richiede ricerca diretta da parte di chi sa riconoscere le caratteristiche di una varietà per esperienza acquisita, il più delle volte per conoscenze trasmesse di generazione in generazione.

La legge, inoltre, apre la possibilità di vendita diretta e libero scambio dei semi (previa iscrizione nel registro nazionale delle varietà da conservazione), all’interno della rete. Per l’attuazione concreta dell’anagrafe e del portale nazionale, presso il ministero delle Politiche agricole sono già in corso i lavori del Comitato permanente, che sta definendo le caratteristiche e i requisiti necessari per l’iscrizione e i criteri per l’impostazione del sistema di censimenti.

Si stanno definendo, di concerto con le Regioni, le modalità con cui, attraverso un passaggio regionale, si possa arrivare all’iscrizione nazionale. Il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) avrà un ruolo determinante nella gestione del sistema biodiversità, così come per il piano triennale di attività che dovrà essere rivolto ai territori. Entro l’estate si attende l’avvio concreto e l’attivazione degli strumenti previsti. Il 22 maggio prossimo, nella giornata della biodiversità, sarà l’occasione per fare il punto del livello di attuazione.

Un importante passo avanti per preservare la ricchezza dei nostri territori.

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