Il Burian compromette la produzione di albicocche - Agrimpresaonline Webzine

Il Burian compromette la produzione di albicocche

Alessandra Giovannini

DALLA REDAZIONE – Neve e gelate, in una parola Burian, hanno messo a dura prova l’agricoltura italiana ed europea e le previsioni per la produzione delle albicocche è “Un probabile meno 30%, anche se bisogna aspettare l’allegagione per fornire un dato definitivo”. Questa l’opinione di Claudio Buscaroli del Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali) a seguito delle condizioni meteorologiche anomale che hanno caratterizzato un gennaio mite che ha anticipato la fioritura e, subito dopo, “le nevicate con basse temperature sulle precoci e infine il gelo sulle piante già partite, che hanno compromesso l’avvio di una promettente stagione per questo frutto”.
Ad aver subito i danni maggiori, la zona più vocata a questa produzione, la Romagna, in particolare la Vallata del Santerno. Una stima generale parla di svariati ettari colpiti con danni importanti per una quarantina di agricoltori e una perdita di prodotto del 50-60%.

“Io ho 21 ettari di terreno – racconta Domenico Errani – con piante di albicocco a Imola, Casalfiumanese e anche a Bagnacavallo in provincia di Ravenna e forse non riuscirò a raccogliere 100 quintali di prodotto. Avevo anticipato soldi per la potatura, l’affitto, i trattamenti. Oggi spero di poter pagare almeno il leasing del trattore”.
Una situazione difficile, che ha convinto i rappresentanti delle associazioni agricole di Imola a rivolgersi alla Regione Emilia Romagna. Tante sul tavolo le proposte avanzate che saranno analizzate e selezionate. Intanto c’è chi ha preparato un’analisi dettagliata sulla situazione in Italia.
Per l’albicocco, come si legge nel Consuntivo Italia a firma Cso, Centro servizi ortofrutticoli, prosegue il positivo andamento delle superfici in atto da alcuni anni e le produzioni del 2017 sono state il risultato anche di questo progressivo aumento.

Claudio Buscaroli

A livello nazionale nel 2017 la coltivazione è incrementata di 4 punti percentuali sul 2016, arrivando a contare quasi 20.400 ettari produttivi. Tre regioni da sole concorrono a circa il 75% della produzione nazionale, Emilia Romagna, Campania e Basilicata e in tutte e tre la coltivazione si è ulteriormente rafforzata nel corso del 2017. Un anno dove ci sono state le condizioni per una raccolta buona in tutte le principali aree del Paese, associate ad un ricambio varietale che va a privilegiare le cultivar con elevati rendimenti medi per ettaro. In Emilia Romagna, l’incremento è imputabile a rendimenti nettamente superiori al 2016 (+52%) a livello generale, in particolare per quanto riguarda le varietà a maturazione più tardiva.

Elisa Macchi

“Il motivo di interesse per questa frutta – sottolinea Elisa Macchi, direttrice del Cso – è stato senza dubbio il fatto che le albicocche hanno costituito un’alternativa importante alle pesche e nettarine, che come sappiamo stanno vivendo anni di forte crisi. In questi anni inoltre, è stato fatto un grande lavoro di innovazione varietale che ha allungato il calendario di commercializzazione del prodotto e nello stesso tempo ha dato l’opportunità di inserire varietà maggiormente apprezzate dal consumatore. Se, infatti, guardiamo il consumo nazionale di albicocche, ci accorgiamo che l’innovazione in atto ha dato i suoi frutti: i consumi di albicocche hanno sempre evidenziato un trend positivo, anche negli anni di grave crisi dei consumi ortofrutticoli”.

Ma c’è altro da dire.
“A fronte di questi indicatori positivi, il 2017 ha potuto contare su buone rese per ettaro in tutte le aree di produzione e per la prima volta dopo molti anni, l’Italia ha potuto avvicinarsi al potenziale massimo raggiungibile per queste produzioni. Questo di per sé non è un fattore negativo, ma i volumi raggiunti l’anno scorso sono stati molto elevati e tenuto conto che anche la produzione europea è stata elevata, così come quella di altri prodotti concorrenti come le pesche e nettarine, si è creato un certo disequilibrio fra domanda e offerta, che ha portato tensioni a livello di mercato”.

E c’è chi, in zona Vallata del Santerno, riprende un argomento già trattato e cioè cogliere l’occasione per fare un ragionamento di valorizzazione dell’albicocca della vallata e di costituzione magari di una denominazione Igp.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat