Campagna del pomodoro da industria 2016: per ora la qualità è ottima - Agrimpresaonline Webzine

Campagna del pomodoro da industria 2016: per ora la qualità è ottima

Settembre 2016

Cristian Calestani

Causa un clima non ottimale è iniziata con una settimana di ritardo rispetto alla consueta tabella di marcia, ma la campagna del pomodoro da industria nel Nord Italia si sta distinguendo

– quando si è arrivati ormai alla raccolta di circa la metà del prodotto seminato – per un’elevata qualità testimoniata da un grado brix, la componente zuccherina del pomodoro, di 5,02: un valore maggiore del 4,91 fatto registrare di media negli ultimi cinque anni.

“Siamo partiti con alcuni giorni di ritardo – conferma Attilio Alfieri, vicepresidente di Cia Parma alla guida insieme ai fratelli Antonio e Bruno di un’azienda in cui si coltivano circa trenta ettari di pomodoro nella zona di Porporano (Parma) -. Il freddo e le piogge nelle fasi di trapianto hanno inciso negativamente con conseguente sofferenza delle piantine che sono state attaccate dalla batteriosi ed hanno avuto un rallentamento nella maturazione. Poi il quadro è migliorato e le produzioni sono aumentate”.

Al giro di boa – secondo i dati resi noti dall’Oi Pomodoro da Industria del Nord Italia – risulta che sia stato già lavorato oltre il 45% del prodotto per un quantitativo superiore al milione di tonnellate. Allo stato attuale sono terminate le consegne riguardanti la produzione speciale di pomodorino, mentre in chiave generale, per il rispetto degli obiettivi produttivi 2016, fondamentale sarà l’andamento climatico nelle prossime settimane.
Sempre i dati resi noti dall’OI mostrano un vero e proprio boom delle produzioni biologiche con un +42% nel 2016 rispetto al 2015, frutto di un incremento di 548 ettari (dai 1.316 del 2015 ai 1.864 di quest’anno) coltivati a biologico, con una notevole concentrazione soprattutto nella provincia di Ferrara.

L’Emilia Romagna si conferma il principale bacino di produzione del pomodoro del Nord Italia, con il 69% degli ettari totali, seguita da Lombardia (21%), Piemonte e Veneto (entrambe 5% ciascuno).
Resta il problema del prezzo, calato sensibilmente rispetto allo scorso anno. Dopo un’estenuante trattativa solo a maggio si è arrivati alla definizione dell’Accordo quadro d’area Nord per la definizione del prezzo a riferimento per la campagna 2016 che è stato fissato in 86,20 euro a tonnellata (comprensivo di un euro di servizi per le Op, al cospetto dei 92 del 2015), franco campo. Il prezzo varrà con una produzione compresa tra 2.350.000 e 2.550.000 tonnellate. Al di sotto dei 2.350.000 si aggiungerà 0,05 euro/tonnellata sino ad un massimo di 3 euro, ogni 5 mila tonnellate, mentre al di sopra dei 2.550.000 si toglierà 0.05 euro/tonnellata, sino ad un massimo di tre euro, ogni 5 mila tonnellate in eccesso. Un accordo che, sin dai primi momenti, non ha soddisfatto la componente agricola.

“Ci viene chiesto costantemente di fare qualità – il commento di Alfieri – e penso che tutte le aziende si impegnino per questo, ma la qualità va anche remunerata. Il prezzo del pomodoro è calato, ma i nostri costi di produzione non sono certo diminuiti. Ora speriamo naturalmente nella bella stagione per avere un buon raccolto anche nelle prossime settimane”.

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