
Settembre 2016
BOLOGNA – Sana numero 28: dal 9 al 12 settembre l’articolato mondo del biologico sarà protagonista nella fiera internazionale di settore a lui dedicata, in cui le aziende e le associazioni, italiane e straniere, presenteranno i loro prodotti e servizi.
“I dati dell’Osservatorio Sana curato da Nomisma dimostrano il grande successo del bio – spiega il direttore generale di BolognaFiere, Antonio Bruzzone – infatti sono più di 13 milioni gli italiani che consumano prodotti bio almeno 1 volta a settimana, e il dato che più sorprende è il numero di famiglie acquirenti, che ha raggiunto oltre 19 milioni. Anche i dati Nielsen dei primi cinque mesi del 2016 lo confermano: nella grande distribuzione le vendite di prodotti bio crescono del 20%”.
Secondo Anabio – Cia, il mercato del biologico tira: nei primi 4 mesi del 2016 si registra un nuovo incremento del 19% del fatturato. La costante crescita della domanda di prodotti da agricoltura biologica dal 2000 a oggi, spiegano Cia e Anabio, che ha realizzato recentemente un seminario sullo sviluppo del settore, ha mutato la geografia produttiva italiana: oltre l’11% della superficie coltivata utilizza questo metodo di produzione e sono cresciuti sensibilmente i volumi delle derrate da immettere sul mercato, dove le risposte positive non sono arrivate solo dall’interno ma anche nell’export con valori incoraggianti.
Non è un caso se le stime indichino come un italiano su 5 prediliga l’acquisto di prodotti da agricoltura “bio” e uno su dieci inserisca nella propria busta della spesa, ogni mese, almeno un prodotto biologico: latte, uova, vino, frutta e verdura in testa alla lista delle preferenze. Tradotto, parliamo di un segmento dal fatturato pari a 2,1 miliardi di euro, che sale a 2,5 aggiungendo la voce “food-service” (ristorazione e bar).
A conti fatti, in un quadro complesso e problematico dell’agricoltura italiana – si è detto nel corso del workshop – sono due gli elementi di particolare positività: da una parte la crescita del biologico e dall’altra il buon riscontro sugli acquisti dei prodotti IG (indicazione d’origine certifica e garantita a livello europeo). Questo è sinonimo di una tendenza che vede il nuovo consumatore più orientato verso prodotti “environmentally correct” e che vuole vederci chiaro sull’origine del cibo che acquista.



