Capacità di aggregarsi per fruire dei benefici Pac - Agrimpresaonline Webzine

Capacità di aggregarsi per fruire dei benefici Pac

Dicembre 2015

In un convegno a Piacenza con Scanavino i suggerimenti per applicare la nuova Politica agricola Ue

PIACENZA – Nonostante la riduzione delle risorse complessive messe in campo dalla nuova Pac, che scatterà con il 2015, il segreto per ottenere un sostanziale beneficio dagli aiuti è rappresentato dalla capacità di aggregazione delle aziende.

È stato detto nel corso del seminario promosso dalla Cia di Piacenza sulla nuova Politica agricola comunitaria, un tema fondamentale che introduce nuove opportunità in termini di integrazioni al reddito, senza le quali molte imprese agricole non riuscirebbero a rimanere sul mercato. La dimensione media delle aziende agricole consente un ideale presidio del territorio, ma tale dimensione penalizza la permanenza sui mercati internazionali. Per questo motivo è fondamentale l’aggregazione.
“Una valenza riformatrice caratterizza questa nuova Pac, che punta ad un’ agricoltura più competitiva, più vicina ai consumatori, al mercato e meno assistenziale.
Le nuove chiavi del successo saranno innovazione, capacità imprenditoriale e networking”, ha detto Mario Veneziani, docente del Dipartimento di Economia dell’Università degli studi di Parma, intervenuto ai lavori, dopo che da parte di Enrico Bergami, responsabile tecnico Caa Cia Emilia Romagna erano stati delineati i principi che hanno guidato le scelte italiane per quanto riguarda la prossima programmazione Pac.
L’onorevole Angelo Zucchi, capo segreteria del Ministro all’Agricoltura Martina, ha sottolineato più volte l’importanza dell’intervento mirato delle Regioni ad integrare attraverso il Piano regionale di sviluppo rurale i redditi dei settori più deboli e penalizzati dalla riforma.
Zucchi ha evidenziato, inoltre, lo sforzo della nuova programmazione nell’escludere dai pagamenti determinate categorie di soggetti che non fanno dell’agricoltura il loro core business valorizzando la figura dell’agricoltore attivo. La sburocratizzazione rappresenta uno dei punti saldi dell’attività del Ministero che mira ad una riforma dell’organismo Agea e che riafferma l’importanza del Registro unico dei controlli.
Il presidente provinciale Cia, Giovanni Malchiodi, ha posto ai presenti la problematica relativa al pagamento dell’Imu sui terreni agricoli collinari e montani.
“Con il criterio di esenzione dell’Imu per i terreni agricoli dei comuni montani basato sulla fascia altimetrica della sede comunale, con esenzione per i comuni al di sopra dei 600 metri – ha sottolineato Malchiodi – molti agricoltori saranno penalizzati, in particolare quelli non iscritti all’Inps che comunque svolgono una importante funzione di presidio e tutela del territorio.
Questi nuovi balzelli mettono in ginocchio gli imprenditori già martoriati dal maltempo”.
Nelle sue conclusioni il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, ha sostenuto l’importanza della valorizzazione delle produzioni e del territorio anche in forza dell’importante appuntamento di Expo.
“Vanno incentivati qualità, filiera, sistemi virtuosi di aggregazione in maniera duratura – ha concluso Scanavino – per garantire agli imprenditori agricoli un reddito che consenta loro di rimanere a presidiare il territorio”.

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