“Cereali, monosuccessioni out e aiuti ridotti del 50%”

Pac 2023-2027

Claudio Ferri

BOLOGNA – “Stop alle monosuccessioni e una riduzione del 50% degli aiuti: si può sintetizzare in questo modo in cambiamento imposto dalla nuova Pac per i cerealicoltori, che dovranno osservare accurati accorgimenti agronomici per questi seminativi”.

Marco Bergami, produttore di cereali e vice presidente di Cia Emilia Centro, evidenzia alcuni dettagli di quello che gli agricoltori dovranno fare in campo per accedere agli aiuti Pac.
“Niente mais su mais – precisa Bergami – e questo fattore potrà penalizzare chi impiega questa coltura per la produzione di bioenergie. Poi, a titolo esemplificativo, non si può seminare il sorgo dopo il grano tenero o viceversa, mentre sarà possibile fare rotazioni con orzo e frumento. Si può ovviare a questa operazione agronomica seminando una essenza intercalare, una ‘cover crop’ da interrare tra una coltura da reddito e l’altra, interrompendo quindi la mono successione”.

È la sintesi di Marco Bergami che commenta il cambiamento imposto per il settore cerealicolo

Per le colture oleaginose, invece, non cambia nulla. La riduzione del 50% del premio Pac potrà essere compensata con gli ecoschemi, in sostanza, una serie di obblighi ‘ecologici’ molto impegnativi che consentono di alzare il premio ad ettaro. “Ci sono poi forti incentivi per chi adotta il biologico – prosegue Bergami – e le aziende agricole devono, quindi, fare attenzione al loro piano colturale e, al limite fare valutazioni circa l’opportunità di aderire o meno Pac.

Rinunciare significa non accedere agli aiuti, mentre continuare a produrre in modo tradizionale dà maggiore flessibilità ma sarà necessario puntare a produzioni più elevate”. Infine, Bergami segnala che il costo dei fertilizzanti azotati è in calo: “una buona notizia se pensiamo che le quotazioni avevano raggiunto i 120 euro a quintale”.

Rotazione delle colture nei seminativi e nuova Pac: facciamo chiarezza

Fulvio Orsini

La nuova Pac 2023-2027 prevede il permanere dei vincoli di condizionalità, con un rafforzamento che è la conseguenza della soppressione del pagamento greening, che di fatto è stato abolito come pagamento, ma i suoi impegni sono inglobati nella nuova condizionalità. Una delle novità di questa condizionalità rafforzata è la Bcaa7 che prevede l’obbligo di rotazione delle colture nei seminativi. L’impegno consiste quindi in una rotazione, ovvero in un cambio di coltura/genere botanico almeno una volta all’anno a livello di parcella (eccetto nel caso di colture pluriennali, erbe e altre piante erbacee da foraggio e terreni lasciati a riposo). Questo cambio di coltura interessa anche eventuali colture secondarie, adeguatamente gestite, completandone cioè il ciclo produttivo. A seguito del lavoro svolto da Cia e dai chiarimenti ottenuti a livello ministeriale è stato chiarito che:

  • la successione di due colture (mais-mais o grano duro-grano duro o sorgo-sorgo, ecc.) non rispetta la condizionalità;
  • la successione di frumento duro, frumento tenero, triticale, spelta e farro, è considerata, ai fini della presente Bcaa, come monosuccessione dello stesso cereale (sono tutti appartenenti al genere triticum);
  • la successione grano tenero – orzo oppure grano tenero – sorgo e viceversa, soddisfa i vincoli di condizionalità in quanto c’è un cambio di genere;
  • una coltura secondaria, che completa il ciclo produttivo (es. una coltura intercalare, non da sovescio) consente di interrompere la successione; ad esempio, loietto-mais nello stesso anno a cui segue loietto-mais, rispetta la condizionalità.

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