Demanio idrico, nuovi criteri per il calcolo dei canoni di concessione - Agrimpresaonline Webzine

Demanio idrico, nuovi criteri per il calcolo dei canoni di concessione

irrigazione

La Regione Emilia Romagna ha approvato nuovi criteri per l’utilizzo dell’acqua e per il calcolo dei canoni di concessione delle aree del demanio idrico (Delibera n. 1717 del 28/10/21).

In particolare l’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione regionale è quello di semplificare la definizione del canone di concessione dei terreni appartenenti al demanio idrico (L.R 7 del 2004). Il nuovo metodo consta nella moltiplicazione del Valore Medio del terreno (VMA) per un coefficiente fisso (pari a 0,014) e introduce la possibilità di calcolare il canone in base alla coltura oppure alla superficie favorendo un modello più omogeneo e che possa garantire una valutazione preventiva del costo della concessione.

Relativamente alle aree di demanio idrico, si segnala che l’eventuale occupazione di superfici senza la dovuta concessione  andrebbe regolarizzata al più presto in quanto saranno oggetto a breve di un intenso controllo da parte delle autorità.

L’occupazione di superfici senza la dovuta concessione comporta sanzioni

La regolarizzazione comporta una serie di vantaggi significativi: in primis permette di sanare l’irregolarità pagando una sanzione ridotta rispetto a quella che verrebbe richiesta in sede di controllo. In secondo luogo, implica un aumento della durata della concessione  (da 6 a 12 anni) con una riduzione del canone d’affitto.

Infine si evidenzia che con questa nuova delibera si stabilisce che le aree demaniali oggetto di concessione a seguito di regolarizzazione, in via obbligatoria o a seguito di rinnovo di utilizzi pregressi in via volontaria,  una parte della superficie venga destinata per la messa a dimora di alberi e/o arbusti, in percentuale variabile in base alla superficie concessa, dando così attuazione al progetto regionale “Mettiamo radici per il futuro”.

In conseguenza di tale nuovo adempimento la Delibera dispone una riduzione del canone sino a € 125 a ettaro nei limiti del 50% del canone di concessione, oltre all’esclusione dal computo della superficie impiantata.

Qualora non si fosse consapevoli di eventuali abusi, gli uffici regionali hanno messo a disposizione una procedura informatica per verificare graficamente le eventuali irregolarità. L’attività di controllo avrà luogo da metà marzo, risulta perciò più che necessario verificare quanto prima la propria posizione per evitare sanzioni pesanti e per poter usufruire dei benefici sopra descritti.

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