Claudio Ferri
CASTEL MAGGIORE (Bologna) – Il vivaismo orticolo è un settore con una forte componente di tecnologia e caratterizzato da una forte specializzazione. A Castel Maggiore, Valerio Chiarini gestisce un’azienda specializzata di vivaismo orticolo dal 1991 e dispone di 7000 metri di serre riscaldate che gli consentono di produrre mediamente 7 milioni di piantine all’anno di numerose varietà.
“Ho iniziato a produrre piantine per conto mio, piano piano con enormi sacrifici – spiega Chiarini – fino ad arrivare a punte produttive di circa sette milioni di piante l’anno. È un’azienda piccola, la nostra, però cerchiamo di fare prodotti di qualità. Produciamo circa una quarantina di specie, ma le tipologie sono numerose: di peperoni, ad esempio, ce ne sono di 81 tipi diversi, come anche i pomodori. Tuttavia abbiamo cercato di standardizzare le coltivazioni in base anche a quella che è la richiesta del mercato. Poi, se un produttore ci chiede una particolare varietà, noi siamo in grado di fornirgliela”.
Le piantine prendono la destinazione di piccole, medie e grandi aziende. “Però facciamo anche vendita diretta – aggiunge Chiarini – e ci sono molti hobbisti che acquistano piante per il loro orto”.
Le serre sono riscaldate quindi c’è un assorbimento energetico molto importante per buona parte dell’anno. In azienda sono occupati quattro addetti, oltre lo stesso Chiarini, e l’attività si concentra da fine dicembre fino ad ottobre dell’anno successivo.
“Dopo si sistemano e si disinfettano le serre, si pulisce tutto al fine di prepararle per la stagione successiva. L’obiettivo – dice ancora Chiarini – è portare le piantine al mercato quando la gente ha la necessità di metterle a dimora”.
L’orticoltore ricorda che ci sono aziende orticole ben strutturate e professionalizzate, mentre altre che sono alle prime armi, quindi occorre dare loro un supporto tecnico. “Cerchiamo di fornire un aiuto ai giovani orticoltori – racconta – perché ci sono molti fattori che determinano il buon esito del raccolto dal momento in cui le piantine escono dal vivaio, dal sesto d’impianto, alla concimazione fino alle cure fitosanitarie”.
La preparazione delle piantine è certosina, partendo dalla scelta della torba e dei contenitori,‘alveoli’ in cui viene inserito un solo seme. “C’è una linea meccanizzata, ma la componente manuale è constante e importante – spiega Ildo Lila, un collaboratore di Chiarini –, infatti, se la macchina inserisce erroneamente più di un seme va tolto manualmente con una pinza perché deve crescere una singola pianta”. I contenitori vengono poi pallettizzati e trasportati nelle serre che, secondo le specie e varietà, devono crescere in ambiente riscaldato e con le temperature idonee. “Naturalmente vanno irrigate periodicamente fino al raggiungimento delle dimensioni idonee al trapianto – conclude Ildo – e, andando avanti con la stagione, ci sono tante altre operazioni per proteggere le piante, come ad esempio l’ombreggiatura quando siamo in piena estate: insomma, ogni giorno ci sono interventi e operazioni che vanno eseguite puntualmente per ottenere piante sane e robuste”.



