Il gelo ‘sbiadisce’ la produzione di ciliegie: incerto il raccolto - Agrimpresaonline Webzine

Il gelo ‘sbiadisce’ la produzione di ciliegie: incerto il raccolto

CiliegiaVignola

Claudio Ferri

VIGNOLA (Modena) – È molto cauto Andrea Bernardi, presidente del Consorzio della Ciliegia e della Susina tipica di Vignola, nel fare stime sulla perdita di prodotto a causa delle ripetute gelate.

Il comprensorio cerasicolo tra i più noti e che ospita la ciliegia Igp (dal 2013 ha preso il via la prima campagna con il frutto a Indicazione geografica protetta ed è stato costituito il Consorzio di tutela della ciliegia di Vignola Igp) abbraccia un areale che comprende 28 comuni delle province di Modena e Bologna dove, grazie alle caratteristiche pedo-climatiche della zona e alla professionalità degli agricoltori, si ottengono ciliegie distinguibili per pezzatura, lucentezza, brillantezza e qualità riconosciute in tutta Europa.

La ricognizione dei danni è in corso ma per le ‘rosse’ si teme una annata difficile

“La campagna 2021 è iniziata in modo anomalo – osserva Bernardi – perchè si è passati da un periodo caratterizzato da temperature particolarmente elevate, che hanno stimolato e velocizzato il risveglio vegetativo delle piante da frutto, ad un ritorno importante di freddo che ha provocato fenomeni di gelate tardive nei momenti in cui le piante, principalmente drupacee, erano in uno stadio fenologico particolarmente sensibile alle basse temperature. Questo si tradurrà in un danno alla produzione – precisa Bernardi – che al momento non è possibile stimare in quanto sarà necessario monitorare l’evoluzione climatica e quella vegetativa dei frutticini nei prossimi giorni e quando si rialzeranno le temperature per avere dati più attendibili”.

Insomma l’annata in corso potrebbe essere la fotocopia del 2020 quando il freddo, che nelle punte minime raggiunse i 6 gradi sotto zero, causò una perdita di prodotto pari al 48% nelle ciliegie e al 67% nelle susine. Sul piano commerciale lo scorso anno i prezzi sostenuti compensarono in parte il minor raccolto, mentre quest’anno la situazione, nella sua criticità (tre gelate consecutive protrattesi per molte ore), potrebbe riservare amare sorprese.

“Alcune zone del comprensorio risulteranno sicuramente più danneggiate rispetto ad altre – prosegue Bernardi – e anche all’interno della stessa specie si verificheranno differenze tra varietà e varietà. Al momento, salvo ulteriori brutte sorprese, stimiamo comunque di avere una produzione che, per quanto diminuita dal gelo (soprattutto albicocco e susino) consenta ai nostri operatori di essere presenti sui mercati con il prodotto di alta qualità marcato Vignola”.

Pure la Romagna non è rimasta indenne dalla ondata di freddo: anche in questo caso la ricognizione nei ceraseti è in corso per valutare le perdite di produzione.

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