Febbraio 2015
speciale vitivinicolo
a cura di Claudio Ferri
La Cina potrebbe passare in poco tempo da Paese importatore a esportatore di vino a basso costo. Ne è convinto Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi, che fa una analisi della repentina evoluzione produttiva, in campo vitivinicolo, del Paese asiatico.
Non è terrorismo mediatico, beninteso, ma è una interpretazione realistica di dati che mettono in evidenza le potenzialità di una nazione che investe a tutto tondo. L’approfondimento sul settore vitivinicolo riguarda anche l’andamento del mercato nella Penisola e in particolare nella regione Emilia Romagna che evidenzia un trend di crescita dell’export positivo: una buona notizia in un contesto di sofferenza che accomuna tutti i comparti del ‘primario’. D’altra parte a tenere alte le percentuali di export dell’agroalimentare italiano, che ha fissato un nuovo record nelle esportazioni raggiungendo quota 34,3 miliardi di euro nel 2014, è anche la voce ‘vino’.
Riguardo ai diritti d’impianto, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che amplia l’arco temporale di conversione dei titoli fino al 31 dicembre 2020 e la trasferibilità dei diritti tra Regioni.
Infine Agrimpresa ha preso in esame tre realtà cooperative vitivinicole che hanno investito e acquisito note cantine ‘private’: un denominatore comune che testimonia l’attenzione di aziende coop e che valutano strategico il settore per reggere la competizione.



