L’Albana di Romagna Secco GioJa nella Guida I Vini d’Italia de L’Espresso - Agrimpresaonline Webzine

L’Albana di Romagna Secco GioJa nella Guida I Vini d’Italia de L’Espresso

Settembre 2016

Alessandra Giovannini

IMOLA – L’Albana di Romagna Secco GioJa 2015 dell’Azienda agricola Giovannini di Imola, socia della Cia Agricoltori Italiani di Imola, è stata selezionata tra i primi 100 nella categoria “I 100 vini da bere subito” dell’edizione 2017 della Guida I Vini d’Italia de L’Espresso.

“Un riconoscimento all’Albana, – dice subito Jacopo Giovannini – a tutti quei produttori che credono a questo vitigno e a tutti quelli che in un prossimo futuro vorranno crederci”.

E la famiglia Giovannini a questo vino ci ha creduto fin dall’avvio dell’attività in via Punta nel 1960. Oggi di Albana secca ne producono mediamente 300 hl all’anno. “Una quindicina di anni fa l’Albana secca non era neanche presa in considerazione, si parlava soprattutto di quella passita. In pochi la producevano ma noi abbiamo sempre pensato che bisogna proseguire le tradizioni e, in Romagna, l’Albana ha sempre avuto la sua importanza. Nel 2000 tra Imola e Rimini eravamo quasi una decina a produrla, oggi, tra piccole e grandi realtà, siamo una trentina. Buon segno, più siamo, più possiamo proporla al consumatore”. Certo, le albane più famose arrivano da Bertinoro e Dozza ma Imola sta conquistando un suo territorio. “Grazie ad una zona vocata per la terra, l’esposizione e il clima anche il nostro territorio si sta facendo sempre più interessante”.

Interessante anche per la coltivazione bio.

“La nostra è un’Albana bio ma questo è un valore aggiunto. Il vino deve, comunque, essere corretto. Non bisogna inquinarla con altri vitigni per renderla internazionale ma lasciarla come in origine. Alla tradizione di ieri devono essere aggiunte solo le conoscenze tecniche, agronomiche ed enologiche di oggi”.

L’Albana è un vino che affonda le proprie radici nell’antichità romana, un vero simbolo della Romagna. Può essere amabile, dolce, addirittura vellutato nella versione Passito e Passito Riserva, ma anche asciutto e tannico nella variante secco, qualità che gli sono valse nel 1967 la Doc e nel 1987, primo tra i bianchi d’Italia, la Denominazione di origine controllata e garantita (Docg).

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