La direzione della Cia parmense approva all’unanimità il bilancio 2013 - Agrimpresaonline Webzine

La direzione della Cia parmense approva all’unanimità il bilancio 2013

Agosto 2014

PARMA – È un bilancio “sofferto” quello approvato dalla Direzione della Cia di Parma nella serata di lunedì 30 giugno.

La presidente Ilenia Rosi non ha nascosto le difficoltà economiche in buona parte dovute ai costi elevati e ai tempi lunghi del recupero crediti. La presidente ha sottolineato la necessità di avviare interventi in due direzioni: riduzione delle spese correnti e una razionalizzazione di ferie e permessi verso il personale.

Si tratta comunque di un bilancio che, pur navigando in acque difficili come quelle attuali, non presenta criticità insormontabili. Il voto unanime della Direzione testimonia la piena fiducia verso gli organi dirigenti cui spetterà il compito di riportare la Cia di nuovo in equilibrio.

Dopo il voto sul bilancio la presidente si è soffermata sulla riforma della Pac e sul nuovo Piano di sviluppo rurale 2014-2020. “Questa riforma – ha sottolineato la Rosi – è di estrema importanza per le nostre aziende agricole, in particolare per il settore zootecnico e per i seminativi. Tra le novità il ritorno del premio vitelli per un importo di 50 euro a capo in pianura e 100 in montagna, la conferma del sostegno ai giovani che intendono assumere la titolarità dell’azienda con importi che andranno dai 40 ai 70 mila euro e gli aiuti accoppiati per bietole e pomodoro”.

A chi andranno questi aiuti?

I criteri sono stati così definiti: agli agricoltori iscritti all’Inps titolari di partita Iva. Queste, in estrema sintesi, le novità previste dal nuovo Psr. Entro l’estate saranno necessari ulteriori approfondimenti affidati, come ha ricordato la Rosi, ad uno stretto rapporto tra i nostri tecnici e quelli dell’Amministrazione pubblica.
Sull’emergenza aflatossine è intervenuto il direttore della Cia Guido Baratta fornendo alla direzione un quadro d’insieme molto problematico. Ad oggi ci sono ancora 4 persone agli arresti domiciliari, sono 13 i caseifici coinvolti, circa 2.000 le forme bloccate, mentre per i 17 dipendenti del centro si parla di cassa integrazione. Tenuto conto che erano oltre 130 i clienti del Csa e che comunque le analisi e i prelievi devono proseguire, si tratta di trovare un’alternativa in grado di garantire i servizi prima forniti dal Centro di via Torelli.

Baratta ha riferito di vari incontri tra le professionali e la cooperazione per trovare ipotesi provvisorie o definitive, tutte questioni che saranno oggetto di un’assemblea in programma a Parma prima della fine di luglio.

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