Stefano Francia, Presidente Cia Emilia Romagna
La gestione del rischio come pilastro della sostenibilità aziendale nell’attuale programmazione e nella Pac 2028–2034. In un contesto agricolo sempre più esposto alla volatilità climatica e dei mercati, la gestione del rischio rappresenta oggi un fattore strategico per la sopravvivenza e la competitività delle imprese. Le recenti ondate di eventi estremi – grandinate, gelate, siccità, alluvioni, trombe d’aria – dimostrano quanto la produzione agricola sia vulnerabile e quanto diventi essenziale tutelarsi tramite strumenti assicurativi e mutualistici.
Assicurarsi non significa solo proteggere il valore della produzione:
– garantisce continuità aziendale, evitando che un singolo evento climatico comprometta reddito e capacità di investimento;
– migliora l’accesso al credito bancario, poiché gli istituti finanziari valutano positivamente la presenza di coperture che riducono l’esposizione dell’azienda al rischio;
– consente una più efficiente programmazione aziendale.
Le novità del Pgra 2026: un piano più stabile e più semplice.
Il nuovo Piano di gestione dei rischi agricoli 2026 (Pgra), approvato il 22 dicembre 2025, introduce diversi elementi innovativi destinati a rafforzare la tutela delle imprese. Tra questi la validità biennale del piano (2026–2027). Un aspetto di particolare originalità è la clausola che estende automaticamente al 2027 la validità delle disposizioni del Pgra, qualora entro il 30 novembre 2026 non venga approvato un nuovo piano. Si garantisce così stabilità normativa, elemento essenziale per assicuratori, consorzi di difesa e aziende agricole.
Riguardo alla fotazione finanziaria Feasr sono disponibili 574,7 milioni di euro di spesa pubblica, così suddivisi:
– 294,7 milioni per le assicurazioni agevolate;
– 253,6 milioni per il Fondo Catastrofale AgriCat;
– 13,2 milioni per i fondi di mutualità danni;
– 13,2 milioni per i fondi di mutualità reddito.
Una dotazione che conferma la centralità della politica di gestione del rischio.
Viene introdotta la Polizza Semplificata (Polizza Smart), che copre:
– mancata resa quantitativa, calcolata tramite indice di costo;
– danni catastrofali, con franchigia pari almeno al 55% in allineamento al Fondo AgriCat.
L’obiettivo è agevolare l’accesso alle coperture assicurative tramite un prodotto più snello e più facilmente adottabile che possa essere usufruibile anche dalle aziende che fino ad oggi non hanno ritenuto di adottare modelli di gestione del rischio in quanto troppo costosi.
Viene rafforzato il Fondo AgriCat, e per la campagna 2026 il Fondo opera con criteri differenziati per assicurati Cat e non assicurati, prevedendo:
– franchigia standard del 20% per chi non dispone di coperture catastrofali e indennizzi fino al 55% del valore indice;
– vera integrazione fra polizza con avversità catastrofali ed Agricat che vanno a risarcire il danno dal 10% all’80% del valore assicurato dall’azienda;
– Valutazione con perizie d’area o perizia con percentuali rilevati dal perito della Compagnia, a seconda della tipologia di polizza.
L’intero impianto rafforza la capacità del sistema di intervenire in modo più rapido, coerente e trasparente.
La gestione del rischio nella Pac 2028–2034
La futura Pac 2028–2034 pone la gestione del rischio tra i suoi assi strategici. I cambiamenti climatici rendono sempre più centrale il passaggio da un modello di compensazione ex post a un modello basato su prevenzione e strumenti assicurativi.
L’integrazione tra assicurazioni, fondi mutualistici e fondi catastrofali ma soprattutto fra difesa attiva e passiva rappresenterà uno dei cardini della nuova politica agricola, con incentivi importanti per gli agricoltori che adottano strumenti di tutela strutturati.


