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La programmazione della produzione è la priorità della filiera del pomodoro da industria del Nord Italia

Novembre 2016

Tiberio Rabboni, presidente Oi Pomodoro da Industria Nord Italia

La programmazione della produzione è l’obiettivo che intendo perseguire in queste prime settimane da presidente dell’Oi Pomodoro da Industria del Nord Italia.

È un tema fondamentale per una filiera che ha, da sempre, nella qualità il suo valore competitivo, ma una redditività media messa a rischio ogni volta che – come accaduto nella campagna 2016 – l’offerta supera la domanda. All’Oi del pomodoro non sono mai stati demandati compiti in questo senso; credo sia giunto il momento di farlo. Ne avrebbe beneficio la stabilità reddituale del comparto e la stessa negoziazione annuale tra produttori e trasformatori sul “Contratto quadro”, a cui peraltro, come noto, l’Oi non può prendere parte per disposizioni di legge, nazionali ed europee. Molti soci sono d’accordo e a breve, su mandato del Comitato di coordinamento, presenterò alcune ipotesi di lavoro. Serve un meccanismo di programmazione fondato sulla cogenza degli impegni preventivamente definiti e sulla responsabilizzazione dei singoli attori al loro raggiungimento e, naturalmente, serve la convinta partecipazione di tutte le componenti della filiera.

Ci sono poi altri temi che ritengo importanti per il futuro del pomodoro del Nord Italia. Penso in particolare alla necessaria razionalizzazione dei costi di produzione da promuovere attraverso la ricerca varietale, le economie di scala, la riduzione dei consumi intermedi e l’incremento della produttività media.

L’Oi, naturalmente, non può, ne’ deve, sostituirsi alle imprese e ai loro sistemi organizzati, ma offrire stimoli, scenari, informazioni ed opportunità.

C’è poi da collaborare alla individuazione di più efficaci sistemi di valorizzazione commerciale di quel “plus” di qualità, di sostenibilità etica, ambientale e di salubrità, che contraddistingue il pomodoro del Nord Italia, prodotto al 100% rispettando diritti e contratti ed osservando i disciplinari di produzione integrata e di produzione biologica. Infine, vogliamo contribuire all’ulteriore affermazione del pomodoro made in Italy, attraverso la collaborazione e il dialogo con il Distretto del pomodoro del Centro-Sud Italia e con la interprofessione nazionale ortofrutticola. Una serie di azioni quindi che contribuiscono all’ulteriore rafforzamento di una delle principali filiere agroalimentari italiane, ma anche per dare futuro a quanto realizzato con passione dal primo presidente e fondatore dell’Oi, Pierluigi Ferrari.

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