Quando conviene meccanizzarsi in proprio?

Ottobre 2016

Roberto Guidotti, Unione nazionale imprese meccanizzazione agricola

Il costo di esercizio di una macchina agricola è composto da una serie di fattori (ammortamento, consumi, manutenzione e manodopera) la cui incidenza, rispetto all’unità di lavoro (ora o ettaro), può variare sensibilmente in relazione alla superficie mediamente dominata.

È questo il principale motivo che spinge un numero crescente di aziende agricole, anche di medie e grandi dimensioni, ad avvalersi dei servizi di un contoterzista.
Questo è dovuto al fatto che le macchine agricole, probabilmente per effetto del continuo progresso tecnico, sono sempre più costose; i trattori venduti nell’Unione europea, per esempio, costano da 2 a 5 volte più di quelli venduti nei Paesi emergenti, a parità di potenza.

Se guardiamo all’esempio riportato in tabella (sotto), per un cantiere di semina su terreno lavorato da 3 metri, scopriamo che anche con 40 ettari di cereali la tariffa praticata dal terzista (comprensiva degli utili) rimane più bassa del puro costo del trattore e della seminatrice; questo vale anche per la grande azienda, con 170 ha da seminare ogni anno.
Da notare che il periodo di ammortamento, per l’agricoltore, deve essere di almeno 30 anni: un tempo davvero troppo lungo, che vincola l’azienda a mantenere invariato l’indirizzo produttivo per riuscire a rientrare del capitale investito.

Ma allora, quali sono i cantieri di lavoro che possono essere gestiti in proprio, senza determinare immobilizzi a lunghissimo termine, con un costo sostenibile?

Il segreto sta nelle ore di lavoro che si possono realizzare nell’anno: già con 250 ore un trattore di piccola potenza può avere un costo orario paragonabile al prezzo applicato dal terzista, a condizione che non si esageri con le dotazioni e gli accessori.

Sulle macchine più grandi e complesse – che hanno un prezzo per kW crescente in funzione del contenuto tecnico – l’impiego minimo annuo deve inevitabilmente portarsi al di sopra delle 6-700 ore, anche accettando tempi di ammortamento più lunghi e costi superiori ai prezzi di mercato.
Per quanto riguarda le attrezzature, bisogna limitare gli investimenti a quelle che hanno un utilizzo quotidiano (come ad esempio pala e carro miscelatore in un’azienda zootecnica), tale da consentirne l’ammortamento in tempi brevi (massimo 8-10 anni).

Un altro caso tipico è quello dell’atomizzatore, soggetto ad un impiego frequente durante l’anno e che deve garantire la massima tempestività: salvo il caso di minime superfici (sotto i 10 ha), il servizio non è facilmente gestibile dal contoterzista, dati i ridotti tempi di intervento.

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