Pomodoro, quest'anno è andato tutto liscio e la filiera è organizzata - Agrimpresaonline Webzine

Pomodoro, quest’anno è andato tutto liscio e la filiera è organizzata

pomodoro da industria

Tiberio Rabboni, presidente Oi Pomodoro del Nord Italia

Il 2021 sarà ricordato come l’anno record della produzione di pomodoro da industria nel Nord Italia: ben 3.090.000 tonnellate consegnate alle industrie, una resa media ad ettaro di 80 tonnellate contro le 71,3 del quinquennio precedente, un grado brix medio di 4,9, il più alto dell’ultimo periodo, un ottimo colore e una significativa riduzione media degli scarti.

Il biologico è cresciuto ulteriormente raggiungendo il 10,4% dell’intera produzione.
Le cose hanno girato nel migliore dei modi per tre motivi: il primo è la professionalità degli agricoltori e dei tecnici che cresce ogni anno; il secondo è il fattore clima, quest’anno particolarmente favorevole, nonostante le grandinate di luglio e la lunga estate siccitosa. Il pomodoro ha beneficiato delle nevicate di aprile che hanno fortunatamente rinforzato le sempre problematiche disponibilità irrigue. Il terzo motivo è il buon funzionamento della programmazione produttiva.

Il meccanismo di corresponsabilità previsto dal Contratto Quadro del Nord Italia non solo ha assicurato piena corrispondenza tra il fabbisogno delle industrie e la produzione in campo, tant’è che il pomodoro consegnato alle industrie ha corrisposto al 100% di quanto contrattato ad inizio campagna, ma è risultato determinante per allungare la durata della campagna ed evitare la concentrazione delle consegne nelle sole settimane di agosto.
Dunque, una campagna 2021 di ottimi risultati che solo uno sguardo superficiale può attribuire esclusivamente all’andamento climatico.

I risultati sono stati buoni per tutti perché tutta la produzione è stata preventivamente concordata, verificata, controllata e puntualmente ritirata, perché si sono concordate le modalità per allungare la campagna e pianificare i trapianti, perché le Op e le industrie aderenti all’Interprofessione operano nel rispetto di regole condivise di trasparenza, lealtà e correttezza commerciale, in una parola, perché la filiera del Nord Italia agisce in modo organizzato.

Di questa capacità organizzativa e programmatoria ci sarà molto bisogno il prossimo anno.
Se il 2021 è stato un anno record, anche dal punto di vista del fabbisogno industriale di pomodoro perché, oltre a soddisfare la domanda annuale dei mercati di riferimento, c’era da ricostituire le scorte andate esaurite dopo il boom di vendite 2020, il fabbisogno del 2022 sarà, con molta probabilità, assai più basso.

In tal caso, la programmazione dovrà assolutamente centrare gli obiettivi per evitare sovrapproduzioni non contrattate che concorrerebbero, inevitabilmente, a danneggiare il valore economico della materia prima e dei trasformati.
Il 2022 sarà anche l’anno del Piano strategico nazionale della Pac 2023-27. Ai decisori regionali e nazionali abbiamo formulato 3 istanze che, ci auguriamo, vengano accolte: un premio accoppiato ad ettaro, allineato con i valori economici che la Spagna, nostro principale competitor in Ue, riconoscerà ai suoi produttori; il premio aggiuntivo ad ettaro “Eco schema” per le Produzioni integrate e biologiche; il rifinanziamento delle manichette per l’irrigazione a goccia.

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