Lo sviluppo del biologico è una scelta necessaria per la transizione agroecologica - Agrimpresaonline Webzine

Lo sviluppo del biologico è una scelta necessaria per la transizione agroecologica

Claudio Ferri

È uno spazio che cresce, quello delle coltivazioni biologiche, un’area che ogni anno recupera terreno, in Italia e in Emilia Romagna. La tendenza, da molti anni a questa parte, è questa, perché c’è interesse dei produttori e molta attenzione da parte dei consumatori, più sensibili alla sostenibilità dei prodotti che consumano e dell’ambiente che li circonda.

Nel maggio scorso è stata approvata in Senato la legge italiana sull’agricoltura biologica, elemento indispensabile per i coltivatori, necessaria per supportare la tanto declamata transizione agroecologica e consentire al Belpaese di raggiungere gli obiettivi del green deal, primi tra tutti, l’incremento delle superfici bio e il contenimento di prodotti chimici.

A conferire un ulteriore impulso alle eco-produzioni, sarà anche il capitolo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha dedicato esclusivamente alle colture bio. Nella Penisola, a tutt’oggi, sono due milioni gli ettari investiti a coltivazioni organiche e che generano un valore di circa 3 miliardi e mezzo di euro, una cifra considerevole che ha grandi margini di crescita.

Il clima che cambia è un fattore che condiziona il futuro delle produzioni agricole e che induce ad un approccio più sostenibile nelle scelte colturali. Situazioni estreme di caldo e freddo, limitata disponibilità di acqua e recrudescenza delle patologie dei vegetali comportano l’adozione di pratiche agronomiche a basso impatto ambientale, a prescindere dall’indirizzo colturale e dal metodo di coltivazione. Probabilmente, senza possibilità di scelte.

Il Salone internazionale del biologico, che si svolgerà il prossimo settembre a Bologna, è un importante segnale di ripartenza dopo mesi di pandemia e sarà un luogo in cui si percepiranno gli umori degli operatori. Un ‘assaggio’ di come il settore sia gradito dai produttori viene dalle testimonianze raccolte in questo numero di Agrimpresa che ha dedicato un ampio spazio al bio.

Si intuisce la volontà di fare impresa nel rispetto di ambiente e natura, con una forte predisposizione per le innovazioni tecnologiche. Un denominatore comune di coloro che hanno raccontato al giornale le proprie esperienze è l’interpretazione del termine ‘sostenibilità’: l’impegno dei produttori che imboccano questa strada, deve essere premiato economicamente, altrimenti l’agricoltura – e i coltivatori – non possono reggere.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat