L’andamento climatico ritarda la raccolta del melone - Agrimpresaonline Webzine

L’andamento climatico ritarda la raccolta del melone

raccolta di meloni

Erika Angelini

MESOLA (Ferrara) – La provincia di Ferrara, in particolare la zona a ridosso del Delta con i suoi terreni sabbiosi e argillosi, rimane una delle più vocate per la produzione di meloni, nonostante un leggero calo delle superfici negli ultimi anni. Parliamo di circa 570 ettari investiti e una produzione media che si aggira attorno ai 150mila quintali, circa il 40% dell’intera regione, dove se ne producono mediamente 350-400 mila (dati statistici Regione Emilia Romagna).Ma come è andata questa campagna produttiva? Ne parliamo con Renato Pezzolato, tecnico di C.a.s.a. Mesola, una delle principali società cooperative del territorio che raccoglie e lavora melone.

“Le melonaie a pieno campo hanno avuto, in generale, un ritardo di circa 15-20 giorni – spiega il tecnico – perché il clima, dal momento dei trapianti fino alla maturazione, ha notevolmente rallentato l’andamento vegetativo. Solitamente le piante di melone vengono trapiantate a metà marzo e hanno un ciclo di circa 90-100 giorni per arrivare alla raccolta del prodotto. Nel ferrarese c’è chi sceglie di coprirle con un film protettivo e di scoprirle nel mese di maggio, per avere poi il pieno sviluppo in un periodo solitamente soleggiato. Ma, come sappiamo tutti, a maggio quest’anno di sole se ne è visto davvero poco e gli agricoltori hanno faticato persino a entrare nei campi allagati dalle piogge continue e abbondanti. Così la maturazione è avvenuta a giugno inoltrato e la raccolta, per chi ha usato la copertura, è partita nella prima settimana di luglio.
Invece, i produttori che hanno scelto di non coprire le piante o hanno utilizzato il tessuto non tessuto, hanno subito ritardi ancora più significativi per la mancanza di un mese intero di sole, ottenendo il primo raccolto consistente a fine luglio o inizio agosto.
Questo andamento climatico – continua Pezzolato – ha richiesto molta attenzione da parte delle aziende che sono dovute intervenire con trattamenti settimanali per prevenire soprattutto la Peronospera e mantenere rigoglioso l’impianto fogliare per garantire una buona qualità. Purtroppo, non per tutte le aziende è andata bene perché ci sono stati cali produttivi e prodotti non ottimali a livello di grado zuccherino. Naturalmente con la raccolta sostanzialmente ancora in corso è difficile fare una stima, perché molto dipende anche dalle buone pratiche agronomiche adottate dalle aziende. Possiamo dunque parlare di un anno dai risultati mediamente discreti, ma non eccezionali per il melone ferrarese”.

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