Le superfici investite a mais e soia sono in grande recupero - Agrimpresaonline Webzine

Le superfici investite a mais e soia sono in grande recupero

soia

Claudio Ferri

Le semine delle colture primaverili sono già iniziate, a partire dalla barbabietola da zucchero, coltura che lo scorso anno ha dato soddisfazione ai produttori in termini di volumi e saccarosio per ettaro.

A determinare le scelte dei produttori, oltre alle considerazioni agronomiche, è l’andamento del mercato con i relativi listini di cereali e oleaginose che negli ultimi mesi sono lievitati, con punte massime che da tempo non si osservavano.
Restano comunque le incertezze dovute alla volatilità dei mercati e alla disponibilità di superfici ancora ‘nude’.

“È un quadro difficile – sostiene Marco Sacchi, direttore operativo settore conferimenti di Progeo – perché ci sarà meno terra del solito, di conseguenza, rimane meno spazio per altre referenze, poi l’andamento dei prezzi di mais e soia hanno cambiato le carte in tavola perché sono amentate le quotazioni e, quindi, è ipotizzabile che i produttori si orientino su queste colture. Comunque – prosegue Sacchi -, possiamo affermare che le buone performance raggiunte dal girasole lo scorso anno lo rendono appetibile ai produttori, come anche il sorgo, molto rustico e senza il problema delle aflatossine, rimane interessante specialmente nel bolognese.
Probabilmente il mais da granella recupererà superfici a scapito del prodotto da biomassa in quanto nel 2020 le aziende che lo utilizzano nei biodigestori hanno ancora buone scorte”.

sorgosemi

Le buone quotazioni hanno favorito le semine dei frumenti (+6%) ‘sottraendo’ però spazio alle colture primaverili

Per il tecnico di Progeo ci sarà un pò di recupero anche della soia mentre c’è poco interesse per il pisello proteico. “A causa delle basse scorte a livello mondiale di cereali – ragiona infine Sacchi – e una ripresa della domanda cinese di mais e soia associata a dazi imposti dalla Russia su granoturco, le quotazioni sono decisamente salite”.

Le semine dei cerali autunno vernini hanno avuto un incremento del 6%, e analoghe considerazioni su come si orienteranno i produttori in primavera, le riporta Antonio Dall’Amore, responsabile del settore cerealicolo di Terremerse.
“Ci sono meno superfici a disposizione e il buon andamento dei prezzi probabilmente fermerà l’emorragia delle superfici maidicole soggette negli ultimi anni ad un calo costante”.

Per Dall’Amore sarà la soia ad interpretare una parte importante nelle semine primaverili, prodotto che ha raggiunto nelle ultime quotazioni di febbraio i 500 euro a tonnellata.

“Ci si aspetta, riguardo a questa coltura, un aumento dei secondi raccolti impiegando varietà adatte. Anche il girasole è aumentato negli ultimi due anni- ricorda -, perchè si presta molto bene come coltura da rotazioni, prevede lavorazioni inferiori con costi contenuti: questa referenza ha ritrovato nuova linfa ed in molti areali ha eroso spazio al sorgo”. Come mai questa inverisione di tendenza nei prezzi? “Contribuiscono molti fattori – termina Dall’Amore -, ad esempio in merito al mais la minor offerta dall’Ucraina che ha prodotto meno”.

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