Macfrut attrae, ma c’è flessione produttiva

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

Il bilancio conclusivo di Macfrut è positivo: la 43esima edizione della rassegna riminese si conferma un punto di riferimento della filiera globale dell’ortofrutta. La fiera ha registrato un aumento dei visitatori con una accelerazione sul fronte internazionale, per un incremento superiore al 12% di buyer (da oltre 80 Paesi) e visitatori esteri.

Un successo frutto di un format che ha aggregato 1400 espositori e una rete capillare di saloni tematici e aree dinamiche.
Tra le numerose iniziative durante la Fiera i convegni di alto profilo scientifico sull’intera filiera con i massimi esperti mondiali, mentre nel corso dell’inaugurazione è stato annunciato un Osservatorio Ortofrutticolo Macfrut–Nomisma.

Una fotografia della consistenza del settore lo descrive nel dettaglio Elisa Macchi, direttrice del Cso, Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara.
“Nel 2025 la produzione ortofrutticola italiana si è attestata intorno ai 24,5 milioni di tonnellate, su una superficie complessiva di poco meno di 1,2 milioni di ettari – rileva la Macchi -. La frutta agrumi inclusi ha sfiorato gli 8,9 milioni di tonnellate, mentre agli ortaggi è andata la quota restante, pari a 15,6 milioni di tonnellate.
Sui dati aggregati non è semplice individuare un trend univoco, tuttavia il comparto frutticolo evidenzia una flessione produttiva legata sia a problemi di resa, sia a un lieve calo delle superfici coltivate”.

Entrando nelle dinamiche delle singole specie, il pero è quella che ha mostrato le maggiori criticità, con superfici notevolmente ridimensionate. “Recentemente, però, la discesa sembra attenuarsi: un segnale positivo se si considera che, fino a pochi anni fa, la diminuzione annuale era a doppia cifra. Nel 2025 le superfici a pero in produzione si sono attestate su quasi 20.000 ettari, segnando un -7% rispetto al 2024. Per il 2026 – precisa la direttrice – i dati non sono ancora disponibili, ma la tendenza generale sembrerebbe confermarsi”.

Per il kiwi si osserva da anni un trend divergente a seconda del gruppo varietale. “A fronte di un calo consistente del kiwi a polpa verde, dovuto in particolare alla ‘moria’ che ha colpito i principali bacini produttivi (Veneto, Piemonte e Lazio), si registra un continuo rafforzamento del kiwi a polpa gialla. Nel 2025 – osserva ancora – le superfici produttive a kiwi verde sono state stimate poco sopra i 16.000 ettari, -5% sull’anno precedente. Il kiwi giallo invece ha quasi raggiunto i 6.200 ettari, con un incremento del 10% rispetto al 2024”. Continua a crescere anche il kiwi rosso, sebbene su volumi ancora esigui. “Nel complesso, le superfici totali della specie rimangono costanti. Rimanendo nell’ambito dei prodotti invernali, le mele risultano invece sostanzialmente stabili”.
Riguardo alle specie estive, pesche e nettarine hanno subito in passato un forte ridimensionamento, specialmente al Nord e, in misura minore, al Sud.

“Oggi questa flessione è più contenuta, ovvero circa 1.000 ettari in meno nel 2025: si è raggiunto un maggiore equilibrio tra domanda e offerta – spiega la Macchi – sia a livello italiano che europeo, complice il calo produttivo registrato anche in Spagna. Le albicocche, dopo un’espansione culminata nel 2020 (quando rappresentavano l’alternativa principale alla peschicoltura), hanno iniziato una progressiva contrazione. Dai quasi 21.000 ettari del 2020 si è scesi ai 17.000 del 2025, con un ulteriore calo previsto per il 2026”.
Più lieve, invece, la diminuzione del potenziale delle susine.

“I piccoli frutti, trainati dal mirtillo, hanno vissuto una crescita importante, passando dai 2.200 ettari del 2019 ai quasi 2.900 del 2024 (+33%). Tuttavia, nel 2025 le superfici sono scese per la prima volta del 2% sull’anno precedente. Il futuro del comparto è incerto – conclude la direttice del Cso – perché se da un lato la domanda di mercato cresce e quindi rimane spazio da coprire, dall’altro pesano gli elevati costi di produzione, soprattutto per la manodopera. A questo si va ad aggiungere, come per gli altri prodotti in generale, l’incertezza sull’impatto dell’aumento dei costi derivanti dall’instabilità della situazione in Medio Oriente”.

I promotori della fiera intanto guardano avanti.
“Per l’anno prossimo abbiamo già presentato molte novità a partire da un nuovo layout della manifestazione che la renderà più fruibile per visitatori e buyers, e sarà più efficace per gli espositori stessi – ha detto Patrizio Neri, presidente di Cesena Fiera organizzatrice di Macfrut, -. Posso annunciare che siamo ormai alle battute finali per la sigla di un accordo strategico per la valorizzazione del settore pre-Harvest con l’organizzatore fieristico ‘Informa’ e la sua manifestazione Growtech, leader mondiale nel settore del pre-raccolta”.
L’appuntamento per la 44esima edizione di Macfrut è già fissato per il prossimo anno: la fiera si terrà dal 20 al 22 aprile 2027.

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