Milioni di piante di lamponi commercializzate in tutto il mondo - Agrimpresaonline Webzine

Milioni di piante di lamponi commercializzate in tutto il mondo

Lucia Betti

CESENA – Matteo Molari (32 anni) da dieci anni viveva a Milano e lavorava nel mondo del marketing e della comunicazione. Luca Molari (27 anni), laureato in Giurisprudenza, lavorava in ambito sportivo. Ad aprile 2020, in seguito alla scomparsa del padre Gilberto, decidono di lasciare tutto e dedicarsi all’azienda di famiglia, la “Vivai Molari” di Cesena, oggi “Molari Berries & Breeding”.

L’avventura imprenditoriale della “Molari Berries & Breeding” di Cesena che detiene brevetti internazionali. Allo studio nuove varietà

Matteo e Luca Molari rappresentano la quarta generazione dell’Azienda che, agli inizi degli anni Duemila, avviò un’evoluzione grazie alla lungimiranza e all’intraprendenza del padre Gilberto.

Gli anni 2007-2010 segnano la svolta: fa la sua comparsa Enrosadira, la varietà di lampone nata in Trentino e di proprietà dell’azienda cesenate, che porta la piccola realtà, dedita alla produzione di piante di fragole per il mercato della pianura cesenate, ad una dimensione mondiale, diventando uno dei player più interessanti nel settore dei berries e dei lamponi in particolare.

Cinque le varietà brevettate ad oggi, poi distribuite in tutto il mondo. I lamponi rappresentano il cuore dell’azienda, con una produzione intorno a un milione di piante all’anno, tre importanti brevetti internazionali: Enrosadira®, Castion® e Aurora®, e due novità in rampa di lancio: Halley e Dorotea.

In Italia l’azienda è esclusivista per due varietà di mirtilli e tre di more. Il 70% circa del fatturato è rappresentato dalle vendite all’estero.
Matteo Molari è molto soddisfatto dei risultati raggiunti dall’Azienda in questo 2020: “In Spagna abbiamo raddoppiato le vendite, esportando 500mila piante di lamponi. Poi lavoriamo con Olanda, Polonia, Germania, Regno Unito e la penisola Balcanica. Anche il mirtillo ha raggiunto risultati superiori alle aspettative in questi due mesi. Inoltre, ad esempio, vendiamo le licenze per la produzione delle nostre piante in Messico e in Australia, inviando alcune piantine dal nostro laboratorio di micropropagazione”.

Nel 2020 l’azienda registra un’aumentata attenzione verso i piccoli frutti anche in regione, in particolare fra Modena e Bologna tante le aziende con investimenti importanti, e in Romagna: intorno a Longiano, nell’area forlivese, verso Lugo e Ravenna, nell’alto faentino (Riolo Terme).

“Nella nostra zona i piccoli frutti rappresentano ancora una nicchia – spiega Matteo Molari – ma ad oggi garantiscono agli agricoltori una buona resa in termini di produzione e in termini economici. Anche nei Psr la coltivazione di piccoli frutti dà buoni punteggi”.

Due le anime dell’azienda: quella del vivaio e quella della ricerca, sviluppo e miglioramento genetico.

“La moltiplicazione delle nostre piante avviene in un apposito laboratorio di micropropagazione. Solo grazie a continui e precisi investimenti in ricerca e sviluppo siamo in grado di garantire ai nostri clienti elevati standard di qualità, produttività, resistenza e sicurezza fitosanitaria, un’offerta al passo con le esigenze del mercato e una produzione costante durante tutto l’arco dell’anno – specifica Molari -. Ogni giorno, selezioniamo attentamente le varietà con l’obiettivo di offrire piante e frutti eccellenti.
Fra gli obiettivi, la ricerca di varietà per essere sempre più esclusivisti”.

Nella squadra anche Alessandro Gualandi (tecnico agronomo, 31 anni) e Monia Dall’Ara (Office & Sales Manager, 31 anni) e, in Trentino, Molari collabora con il breeder Aldo Telch da diversi anni.

Quattordici i dipendenti che, nel periodo di punta, da metà febbraio a giugno, superano anche le venti unità, e alcune nuove figure arrivate negli ultimi mesi.

Da maggio 2020, l’azienda ha avviato anche un servizio di consulenza, Berryourside, rivolto agli agricoltori, con impianti di varie dimensioni, e anche ai piccoli produttori.

“Il nostro tipo di vendita è consulenziale, non a catalogo – spiega Matteo Molari -. Partiamo da un approccio diverso: abbiamo bisogno di capire qual è l’obiettivo del produttore, che tipo di vendita realizza, se deve concentrare o allungare la finestra commerciale. Anche i formati di vendita sono studiati per rispondere alle diverse esigenze”.

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