Un’impresa zootecnica ‘modello’ nella Valle del Sillaro - Agrimpresaonline Webzine

Un’impresa zootecnica ‘modello’ nella Valle del Sillaro

Caprara

Erika Angelini

CASTEL SAN PIETRO TERME (Bologna) – Una stalla all’avanguardia, progettata per garantire il benessere animale, che ospita bovini da carne allevati a ciclo chiuso. Questo il “regno” di Gianluca Caprara, allevatore di 33 anni che conduce, insieme al papà, la società agricola Careggiana a Castel San Pietro Terme, in piena valle del Sillaro.

Parlaci della tua azienda e della tua scelta di diventare allevatore

Insieme a mio padre conduco un’azienda agricola biologica di circa 125 ettari e alleviamo bovini da carne di razza Limousine. Si tratta di un allevamento nato quaranta anni fa e che ora conta circa ottanta capi. Lavoriamo a ciclo chiuso: coltiviamo foraggi, orzo e favino per l’alimentazione dei nostri animali e utilizziamo il letame per la concimazione del terreno.

I bovini vengono poi ingrassati e venduti quando hanno circa venti mesi. Sono nato e cresciuto in azienda e gli animali sono per me una grande passione, quindi è stato naturale affiancare mio padre nella gestione della stalla e del fondo. Ovviamente non ci sono giorni festivi e si tratta di un impegno continuo, che può pesare molto sulla vita privata e sulla possibilità di uscire liberamente. Ma le soddisfazioni sono molte, soprattutto quando si sceglie di investire e di crescere.

L’investimento di mezzo milione di euro di Gianluca Caprara per proseguire l’attività

A proposito di investimenti, come è nato il progetto della nuova stalla?

Da qualche anno volevamo rinnovare le strutture ma l’occasione giusta è arrivata dai fondi del Psr riservati ai giovani agricoltori. Grazie anche ai consulenti di Nuova agricoltura siamo riusciti ad accedere a due misure, la 6 e la 4: gli aiuti per il primo insediamento come giovane agricoltore e il sostegno del 50% per gli investimenti in aziende agricole di giovani che hanno beneficiato dei fondi per il primo insediamento. Per la nuova stalla abbiamo investito una cifra che si aggira attorno al mezzo milione di euro e siamo riusciti, tramite il bando, ad ottenere un contributo di 260mila. Sicuramente un bell’aiuto per chi sceglie di continuare l’attività di famiglia all’insegna dell’innovazione. La nuova stalla, infatti, risponde a tutti i più moderni criteri di spazi e strutture per garantire il benessere animale, è molto funzionale e ha sicuramente migliorato il nostro modo di lavorare.

Cosa consigli a un ragazzo che vuole fare l’allevatore?

Non voglio essere ipocrita e dire che per fare l’allevatore e l’agricoltore bastano passione e buona volontà, perché non è così. Anche se si ottengono contributi consistenti come quelli che abbiamo ricevuto noi, coprono comunque metà dell’investimento e per partire servono fondi o garanzie per aprire una linea di credito con le banche. Però ai miei colleghi, soprattutto a quelli che hanno già un’azienda agricola di famiglia o una stalla, faccio un appello: non abbiate paura, informatevi su tutte le forme di sostegno disponibili e provateci. So che può sembrare una vita complessa e con molti sacrifici, perché gli animali non aspettano e le loro esigenze, così come quelle delle colture, vengono sempre prima di tutto. Ma ne vale la pena perché il mondo agricolo è davvero bellissimo.

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