Più tecnologia per non abbandonare la zootecnia in montagna

Claudio Ferri

MONTESE (Modena) – Emilio Guidotti, ma a Maserno di Montese, nell’Appenino, lo conoscono tutti come Angelo (non è noto il motivo di questo alter ego), alleva bovine da latte per il Parmigiano, in un’area dove molti produttori conferiscono al caseifico Dismano, uno stabilimento dal qualche escono annualmente circa 30 mila forme. Allevatore da sempre, è sempre stato un passo avanti nell’adottare tecnologica in azienda, a partire dal robot di mungitura che evidenzia la volontà di dare prospettiva per il settore, soprattutto nelle imprese di montagna. 

Investire in tecnologie è importante, vero Emilio?

Sì, senz’altro importante. Siamo arrivati al robot di mungitura prima di tutto per la mancanza di manodopera. Con questo sistema effettuiamo molti più controlli della mandria, sia dal punto di vista sanitario che produttivo. E poi, devo dire, mio figlio si era orientato su questo andamento, perché i giovani devono seguire le modernità. Ci vuole anche dimestichezza nel gestire la componente elettronica.

Emilio, lei è partito con poche vacche, quando ancora si mungeva a mano e le bovine erano legate. Adesso hanno la stabulazione libera. C’è stato un miglioramento nel benessere animale e nella gestione della mandria?

Ho iniziato la mia attività che mungevo a mano e portavo il latte al caseificio col bidone. Poi ho fatto una stalla legata da 30 capi, con il ‘lattodotto’. Dopo sono passato alla stabulazione libera con la sala di mungitura e una cinquantina di bovine. Dopo un viaggio in Olanda, dove ho visto alcuni esempi di meccanizzazione validi, mi sono convinto che i robot funzionano bene.

All’inizio immagino che ci sia stata qualche difficoltà, soprattutto con il Consorzio del Parmigiano, magari un po’ titubante verso il robot di mungitura

Sì, c’erano tante difficoltà da parte dall’Ente di tutela e anche da altri. I primi due anni abbiamo tenuto separata la lavorazione del latte. Ma quando hanno anche il caseificio ha appurato che il formaggio aveva una qualità eccezionale, non ci sono stati più problemi. Ora abbiamo solo qualche restrizione negli orari, ma possiamo mungere normalmente col robot.

Qual è la consistenza della mandria oggi? 

Siamo partiti con un solo robot e 50 bovini da mungere. Ma facevamo fatica perché i capi erano troppi per un solo impianto, allora, ne abbiamo installato un altro. Ora mungiamo stabilmente 75-80 bovini al giorno. È un’altra cosa rispetto a un tempo, il robot lavora meglio, la mandria si segue meglio e i risultati sono ottimi.

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