Misure urgenti per risarcire le imprese e contenere i danni da cimice asiatica

cimice asiatica
Le proposte della Cia in un documento presentato al ministro Bellanova

Una proposta articolata per dare risposte urgenti agli agricoltori danneggiati dalla invasività della cimice asiatica: è contenuta in un documento preparato congiuntamente dai rappresentanti Confederali di Cia Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, regioni accomunate dallo stesso problema e che nei giorni scorsi hanno promosso un incontro per definire una comune posizione per far fronte al grave disagio.
Il documento verrà presentato al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova che parteciperà alla riunione della Direzione nazionale della Cia.
Di seguito il documento.

La Cia-Agricoltori italiani, alla luce degli ingenti danni che in quest’annata agraria, ormai prossima alla conclusione, la cimice asiatica ha causato alle produzioni agricole in entità tale da mettere a rischio la sopravvivenza di numerose aziende, oltre a creare notevoli problemi all’intera filiera a valle della produzione ritiene indispensabile definire misure eccezionali che possano nell’immediato aiutare le aziende e nel contempo dare prospettiva al settore che rischia di perdere rapidamente una parte consistente della produzione. Occorre rapidamente operare in più direzioni, a livello nazionale e comunitario, per definire un quadro normativo e finanziario che determini condizioni diverse e affronti il problema che si può quantificare nella sua entità con circa 500 milioni di euro di danni arrecati alla sola produzione primaria. A questi andranno sommati i danni all’indotto della lavorazione, condizionamento, servizi e commercializzazione. In particolare si evidenzia la sottrazione di giornate lavorative per gli addetti ai centri di condizionamento che, oltre alla perdita di reddito, determina anche il rischio, per alcuni di questi, di non poter usufruire dei sostegni previsti dalla norma.

La Cia ritiene necessario definire un sostegno finanziario adeguato alle esigenze e procedere senza indugi alle modifiche normative che si rendano necessarie per far fronte all’emergenza in atto.
Pur apprezzando l’annuncio della Ministra del Mipaaf Teresa Bellanova della disponibilità di 80 milioni di euro nel triennio, si ritiene tale importo inadeguato e del tutto insufficiente; occorre che il Governo si faccia carico della gravità del problema e agisca coerentemente finanziando in modo adeguato la Legge n. 102/04. Occorre inoltre dotare delle risorse necessarie la ricerca chiamata a fornire, in tempi possibilmente rapidi, risposte all’esigenza di contenere questo nuovo flagello, evitandone la dispersione e creando un necessario coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti. Per dare una prima risposta alle aziende più esposte, quelle che hanno fatto i maggiori investimenti e alle aziende condotte da giovani, occorre disporre l’immediata sospensione dei mutui e istituire un fondo di rotazione che fornisca le garanzie necessarie a chi necessita di risorse finanziarie per proseguire l’attività. Inoltre si devono prevedendo nel contempo misure che evitino la segnalazione dei soggetti coinvolti alla Crif (Centrale rischi, ndr).
cimice asiatica su peraPer coloro che non sono nelle condizioni oggettive di far fronte al pagamento degli oneri contributivi occorre prevedere una norma, anche transitoria, che eviti l’emissione di Durc (Documento unico della regolarità contributiva) negativi con le conseguenze che da questo potrebbero derivarne. Stante l’emergenza fitosanitaria in atto diventa per noi inderogabile ridiscutere la proposta del nuovo Pan (Piano di azione Nazionale) sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari sino a prevederne la sospensione, visto gli obiettivi che si pone difficili, se non impossibili, da rispettare in considerazione dell’attuale emergenza.

Inoltre Cia-Agricoltori Italiani chiede con forza che l’intero Governo agisca nei confronti delle competenti autorità dell’Unione Europea per confermare l’utilizzo per l’anno prossimo della sostanza chimica Metile.
L’unica che allo stato assicura un parziale controllo della cimice.
Inoltre occorre che tutti gli atti necessari per rendere possibile l’immissione in pieno campo già dall’inizio della prossima primavera dell’antagonista, noto come vespa samurai, siano attuati nei tempi necessari per permettere il raggiungimento di questo imprescindibile obiettivo.

Nei confronti dell’Ue il Governo nazionale deve chiedere le coerenti modifiche ai regolamenti comunitari per permettere:

  • L’aumento dell’aliquota di sostegno dal 50 all’80% per gli investimenti, tipo l’approntamento delle reti di protezione.
  • L’aumento della clausola di salvaguardia per le Op sino all’80% per evitare che queste, a causa della riduzione dei conferimenti, perdano i requisiti del riconoscimento.
  • Modifica degli orientamenti per gli aiuti di stato per permettere che la prevista soglia di danno del 30% possa contenere più calamità succedutesi nel corso dell’anno.
  • Elevare dall’attuale 0,5% al 0,9% le risorse destinate dall’Ocm ortofrutta per il ristoro dei danni, riservando quest’aumento ai soli danni causati dalla cimice.
  • Attivazione dell’art. 221 del Reg. Ue n. 1308/2013 per ristorare i danni evidenziando che la calamità ha assunto ormai un carattere sovraregionale e deve essere affrontata con la dovuta risolutezza.

Inoltre, in considerazione dell’andamento del mercato che vede la carenza di prodotto nazionale, si rende necessario aumentare i controlli sulla filiera per assicurare che l’origine dei prodotti sia garantita allo scopo di evitare fraudolenti indicazioni che sarebbero una ulteriore beffa al danno subito.

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