Multifunzionalità: con l’agricoltura sociale emergono nuove opportunità per le aziende agricole nei territori dell’Emilia Romagna

Elisa Neri, Coordinamento Multifunzionalità Cia – Agricoltori Italiani Romagna

Nel 2022 la Regione Emilia Romagna ha approvato la nuova legge sull’agricoltura sociale, recependo la normativa nazionale già esistente dal 2015.
Questo rappresenta un passo importante per la multifunzionalità emiliano romagnola delle aziende agricole, con una ricaduta in termini considerevoli per quanto riguarda i servizi ai territori, soprattutto in aree svantaggiate che faticano a strutturare servizi di qualità per i residenti.

In particolare le aziende agricole potranno riqualificare fabbricati utilizzati normalmente per l’attività agricola in attività connesse utili alla collettività. Le attività delle fattorie sociali potranno così fornire servizi identificati in 4 categorie:

– Funzione inclusiva, che dà la possibilità di realizzare in azienda agricola inserimenti socio-lavorativi di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati, definiti come ai termini di legge, oltre a migranti e rifugiati e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale. Tali attività sono organizzate secondo un modello che considera il soggetto fragile quale elemento del processo produttivo agricolo e che attuano/promuovono l’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati attraverso assunzioni, tirocini, formazione professionale aziendale;

– Funzione di servizio, qui sono comprese le attività quali la realizzazione di prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l’utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell’agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana. In questa categoria sono ricomprese le attività rivolte sia ai soggetti svantaggiati che alle famiglie e più specificatamente a persone e fasce “fragili” di popolazione o con particolari esigenze quali bambini (“agriasili”, “agrinidi”), anziani, minori e giovani con difficoltà nell’apprendimento, in condizioni di particolare disagio o a rischio di devianza, disoccupati di lungo corso, soggetti a rischio di marginalità sociale;

– Funzione erogativa, che prevede la realizzazione di prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l’ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante. Ta queste attività sono quindi ricompresi gli interventi assistiti con gli animali (quella che veniva più comunemente chiamata pet therapy) e l’ortoterapia.
Tali attività sono organizzate secondo un modello che considera il soggetto debole fruitore/beneficiario di servizi forniti dalla fattoria stessa ma che non contribuisce al processo produttivo agricolo (diversamente dalla funzione inclusiva);

– Funzione di supporto, per questa tipologia, si prevede la realizzazione di progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità, nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale, quali iniziative ricreative per bambini in età prescolare e di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica. 

I progetti potranno essere realizzati in collaborazione con enti pubblici e servizi sociali del territorio, oltre che con soggetti privati ed enti del terzo settore riconosciuti, che si occupano di persone svantaggiate. La collaborazione dovrà essere formalizzata stipulando apposita convenzione o protocolli d’intesa.

Per la realizzazione di servizi di fattoria sociale, le aziende agricole dovranno essere in possesso dell’attestato di Operatore di Fattoria Sociale, ottenuto mediante un corso riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna, oppure, in alternativa, essere già iscritte all’albo della Regione come Agriturismo o Fattoria Didattica.

Le aziende interessate potranno, previa acquisizione del titolo appena citato, dare vita a nuovi servizi per la collettività, rivolti in particolare a soggetti fragili e/o svantaggiati del territorio, mediante l’utilizzo di strutture già utilizzate per uso agrituristico, fattoria didattica o altre attività connesse all’agricoltura, oppure riqualificare nuovi locali, già utilizzati per lo svolgimento dell’attività agricola, come sale e spazi in agricoltura sociale.

Per supportare gli agricoltori che vorranno esercitare queste attività, la Regione Emilia Romagna ha predisposto un bando specifico, che copre fino al 60% delle spese per la ristrutturazione di ambienti, spazi ed attrezzature che verranno dedicate alle attività di fattoria sociale.

Fondamentale sarà l’accessibilità ai luoghi, sia in termini di spazi, che di servizi igienici (come tutte le attività rivolte al pubblico), ma in maniera più specifica, in riferimento al tipo di utenti che si andranno ad accogliere.

Questa nuova normativa è una grande opportunità sia per le aziende agricole, che potranno diversificare ed integrare il proprio reddito aziendale, soprattutto in alcune aree interne, in cui è difficoltoso riuscire a restare in piedi solo con l’attività agricola, sia per i territori, che potranno beneficiare di servizi utili alla collettività, in particolare alle famiglie e a soggetti svantaggiati.
Le aziende che volessero approfondire tale nuova possibilità, potranno fare riferimento alla legge regionale n. 1/2022 e alle relative disposizioni attuative, DGR n. 2269 del 19/12/2022.

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