Nuova Pac e risorse per i danni da cimice i temi affrontati con giovani e aziende - Agrimpresaonline Webzine

Nuova Pac e risorse per i danni da cimice i temi affrontati con giovani e aziende

Erika Angelini

Doppia visita in Emilia Romagna per Herbert Dorfmann, deputato al Parlamento europeo

Doppia visita nella nostra Regione per Herbert Dorfmann, deputato al Parlamento Europeo e membro della Commissione Agricoltura, che ha incontrato prima i giovani imprenditori agricoli imolesi, poi le aziende ferraresi aderenti ad Agrinsieme Ferrara. Nel corso degli incontri Dorfmann ha parlato delle tematiche più importanti della nuova Pac, sulle quali occorrerà trovare un accordo in Commissione prima dell’approvazione in Parlamento.

“L’attuale programmazione delle risorse Pac – ha spiegato l’eurodeputato – finirà nel 2020 e probabilmente sarà seguita da un anno di transizione, durante il quale continuerà ad essere in vigore l’attuale politica e si decideranno il budget e le regole fino al 2027. Stiamo lavorando per ottenere tutti i fondi necessari non senza difficoltà, perché il finanziamento dipende dal contributo degli stati membri (l’1% del Pil) e alcuni paesi, come Olanda, Austria, Germania, Svezia, vorrebbero pagare ancora meno. Preoccupa anche il contesto politico, perché la grande coalizione non ha più la maggioranza e dovrà cercare il consenso di un altro gruppo per ottenerla. Per questo, il mio obiettivo è un accordo tra forze politiche in Commissione che sarà sostanzialmente “blindato” per l’aula, così da portare a casa il miglior risultato per il nostro Paese”.

Ai giovani imprenditori di Imola ha spiegato che uno dei nodi in discussione della nuova Politica Agricola potrebbe incidere sul ricambio generazionale. “Uno dei nodi in discussione – ha continuato Dorfmann – è la figura dell’agricoltore attivo. Stiamo spingendo per avere regole più stringenti nell’assegnazione delle risorse, che dovrebbero andare a chi lavora attivamente la terra. In questi anni ci sono state molte speculazioni, in particolari in paesi dell’Est, dove fondi di investimento acquisivano grandi estensioni di terreno e accedevano ai contributi europei, pur non svolgendo, di fatto, attività agricola. Un’anomalia che crediamo sarà risolta e porterà a una redistribuzione dei fondi, che noi vorremmo fossero destinate a misure di sostegno consistenti e continuative ai giovani agricoltori”.

A Ferrara l’attenzione si è spostata sulle possibili risorse destinate alle aziende agricole fortemente colpite dalla cimice asiatica e alla mancata autorizzazione di alcune molecole che riuscivano a contenerla. “La mancata autorizzazione di molte molecole, tra le quali il Clorpirifos-metile, è il risultato di un dibattito più ampio e molto attuale sulla necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica, i cambiamenti climatici e il ruolo del settore agricolo, che spesso viene colpevolizzato perché sembra sia il responsabile di tutte le sostanze chimiche emesse nell’atmosfera. Il settore primario deve certo impegnarsi per ridurre le emissioni, in realtà emette solo il 10% della CO2, contro il 56% del traffico. Per risolvere i gravi problemi fitosanitari – continua Dorfmann – bisogna sicuramente impegnarsi perché si possano utilizzare le molecole che servono per salvaguardare le produzioni e soprattutto fare pressione perché la lista dei residui consentiti non sia così stringente da rendere inutile l’autorizzazione stessa. Il sistema di protezione delle piante deve essere garantito e bisogna lavorare anche sul miglioramento genetico, per avere piante più resistenti. In questo senso c’è una buona notizia che porterà risultati anche per il contenimento della cimice a medio-lungo termine: il fondo per ricerca scientifica in agricoltura, l’attuale Horizon 2020, passerà, infatti, da 4 a 9 miliardi. Questo significa che ci saranno più risorse anche per trovare soluzioni definitive per la cimice. Per le aziende colpite, che naturalmente hanno bisogno di una soluzione a breve termine, stiamo cercando di ottenere l’accesso al fondo che gestisce le crisi di mercato, dove ci sono 400 milioni di euro. Non sarà facile, perché questa è una crisi fitosanitaria, ma credo che valga la pena provarci in tutti i modi. Poi, naturalmente, continuerà il sostegno al sistema di gestione del rischio, con fondi mutualistici e assicurazioni agevolate, che consentiranno alle aziende di proteggere sempre meglio e in maniera più capillare le loro produzioni”.

Dorfmann ha anche ribadito l’impegno perché le regioni continuino a mantenere la loro autonomia nella gestione dei contributi della Pac, a fronte di una decisa richiesta dell’Unione Europea di lasciare la gestione agli Stati a livello centrale. Inoltre ha ribadito che un altro punto cruciale della nuova Pac sarà il superamento del greening, che sarà probabilmente sostituito da un diverso impegno ambientale deciso dai singoli paesi e non più direttamente in Europa”.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat