Nuove cariche nel settore del pomodoro da industria: Pier Luigi Arata alla guida di Asipo e Filippo Arata confermato all’Ainpo - Agrimpresaonline Webzine

Nuove cariche nel settore del pomodoro da industria: Pier Luigi Arata alla guida di Asipo e Filippo Arata confermato all’Ainpo

pomodoro da industria

PARMA – Sono state settimane di impegni elettorali nella filiera del pomodoro da industria del Nord Italia. A pochi giorni dall’inizio della nuova campagna sono stati eletti i nuovi vertici delle Op (Organizzazioni di produttori) Asipo ed Ainpo.


Alla guida di Asipo c’è Pier Luigi Arata (Cia) 52enne agricoltore di San Polo di Podenzano (Pc), che sarà affiancato dal vicepresidente Corrado Ferrari, produttore di pomodoro di Mantova, mentre nuovo direttore della società è stato nominato il parmigiano Michele Bertoli.

L’elezione di Arata è avvenuta durante la prima riunione del nuovo consiglio, che, a sua volta, era stato eletto in occasione dell’assemblea ordinaria dello scorso 21 giugno e che guiderà l’organizzazione per il triennio 2021-2023.

Arata, che succede come presidente al parmigiano Gianni Brusatassi, in carica dal ’98, ha voluto iniziare questa avventura ringraziando i consiglieri che lo hanno nominato spiegando che: “il nostro consiglio è stato eletto solamente pensando all’interesse dei soci, senza entrare minimamente in logiche sindacali. Il nostro, è un gruppo di lungo corso che condivide una strategia comune di trasparenza nei confronti, soprattutto, della base sociale e dell’intera filiera del pomodoro”.

Tra gli obiettivi del neo presidente, che gestisce con l’aiuto del padre Piero un’azienda ad indirizzo cerealicolo-orticolo, coltivando 300 ettari, equamente divisi tra cereali e pomodoro da industria, c’è anche quello di stringere maggiormente i legami con territori ai quali appartengono le aziende socie.

“È nostra intenzione – spiega Arata – dare vita a collaborazioni con enti ed istituzioni, ovviamente sempre con il fine di facilitare il lavoro delle aziende agricole e di migliorare la redditività. La coltura del pomodoro è gestita con tecniche modernissime, totalmente improntate alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente, per questo, gli agricoltori si trovano ad affrontare costi di produzione sempre in aumento. Quindi, è importantissimo sfruttare tutti gli strumenti che sono a disposizione delle organizzazioni di produttori”.

Costituita nel 1974, Asipo Sac conta oggi più di 350 aziende agricole che aderiscono direttamente e/o tramite le 4 cooperative socie. Le aziende socie rappresentano più di 7.500 ettari di pomodoro distribuiti nei territori di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte dai quali si ottiene circa il 10% della produzione nazionale di pomodoro da industria.

Un altro Arata, questa volta Filippo, a sua volta piacentino, è stato confermato alla guida dell’Ainpo. Al suo fianco avrà come vicepresidente la parmigiana Manuela Ponzi.

“Inizia un nuovo mandato – ha dichiarato Arata – con un nuovo consiglio che, in parte, è all’insegna della continuità e, in parte, all’insegna del rinnovamento. Ringrazio i consiglieri uscenti del precedente mandato, i dipendenti ed il direttore per il lavoro svolto e confermo che il nostro punto fermo resterà la massima attenzione alle esigenze dei soci che saranno il fulcro della mission del nostro mandato. Cercheremo di essere sempre più competitivi per garantire il maggior reddito possibile agli agricoltori che, con grande impegno, operano in un settore, come quello del pomodoro da industria, contraddistinto da alti costi di produzione e grande attenzione alla salubrità, alla trasparenza e alla tracciabilità della materia prima per garantire al consumatore un prodotto sempre al top fin dal momento in cui la piantina è messa a dimora. Ainpo lavorerà per garantire un valore aggiunto a tutta la filiera e a un indotto che conta sull’operato di tante aziende. Gli agricoltori, che non si sono mai fermati durante la pandemia Covid per garantire il cibo, meritano grande impegno”.

L’Ainpo è nata a Parma nel 1975. Oggi può contare su 344 soci produttori e 2 cooperative, per un totale di 409 aziende associate e sul lavoro di una ventina di dipendenti.

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