BOLOGNA – Un olio extravergine d’oliva con livelli di acidità libera tra i più bassi d’Italia, prodotto in un territorio riconosciuto patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. È sempre più vicino il riconoscimento europeo dell’Indicazione geografica protetta per l’Olio dei Colli di Bologna, che si prepara a diventare il 46^ prodotto Dop e Igp dell’Emilia Romagna, saldamente al primo posto in Europa per numero di prodotti agroalimentari certificati.
È stata infatti pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea la domanda di riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp) europea per l’Olio dei Colli di Bologna. A partire da adesso si apre un intervallo di tempo di tre mesi durante il quale gli Stati membri o Paesi terzi possono presentare eventuali opposizioni motivate.
Trascorso questo periodo, in assenza di opposizioni, l’eccellenza bolognese otterrà l’iscrizione definitiva nel registro europeo dei prodotti Dop e Igp, diventando il terzo olio regionale ad ottenere la certificazione europea insieme all’Olio Brisighella Dop e all’Olio Colline di Romagna Dop.
“Un risultato importante per i produttori dell’Olio dei Colli di Bologna e per tutta l’agricoltura emiliano-romagnola” affermano il presidente della Regione, Michele De Pascale, e l’assessore regionale all’Agricoltura e all’agroalimentare, Alessio Mammi”.
Caratteristiche dell’Olio
A rendere peculiare questa produzione contribuisce anche il microclima delle colline bolognesi, influenzato dalla presenza delle rocce evaporitiche affioranti gessose nell’area riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità dal 2023. Le escursioni termiche e le particolari condizioni ambientali favoriscono infatti le caratteristiche qualitative dell’olio. La zona di produzione, raccolta e molitura comprende i territori della Città metropolitana di Bologna situati a sud della via Emilia. Il disciplinare distingue due modalità di produzione, ovvero olio monovarietale e blend.

