Peste suina africana: la nuova Ordinanza indica una cabina di regia (Got) che esclude gli agricoltori

Riccardo Evangelisti

Lo scorso 10 maggio è entrata in vigore l’Ordinanza del Commissario straordinario alla Peste suina africana. L’Ordinanza mette in campo una serie di interventi rafforzativi delle misure già in atto per rallentare l’andamento dell’epidemia che sta continuando a diffondersi sul territorio nazionale. Il provvedimento prevede un’intensificazione dei controlli sulle filiere delle carni suine da parte delle Asl e dei Nas.

I controlli sono volti alla ricerca della tracciabilità e si svolgeranno principalmente negli allevamenti, negli stabilimenti di trasformazione e lavorazione ma anche in mercati, fiere locali e agriturismi.
Sulla gestione della malattia a livello locale l’Ordinanza obbliga a costituire i Got (Gruppi operativi territoriali, ovvero la cabina di regìa composta da esperti con il compito di gestire la malattia a livello locale) con la massima rapidità dove non si sono ancora costituiti. Inoltre, viene formalizzata quanto richiesto da Cia ormai da diverso tempo; ovvero l’obbligo di rendere partecipi le associazioni di categoria alle riunioni dei Got che fino ad ora erano rimaste escluse.

L’Ordinanza mira anche alla costituzione di un elenco nazionale dei bioregolatori (cacciatori con una specifica formazione sulle biosicurezze) a cui le autorità territoriali possano fare riferimento qualora necessitino di personale per intensificare gli abbattimenti nelle aree più critiche. Parallelamente verrà impiegato un contingente di massimo 177 unità dell’esercito, come previsto dal Decreto legge agricoltura, per un arco di tempo non superiore ad un anno con spese che saranno a carico del commissario straordinario Vincenzo Caputo che gestisce il contrasto alla Peste.

Sono previste anche delle misure di divieto di deprezzamento dei suini provenienti da allevamenti ricadenti in comuni che sono ricompresi nelle zone di restrizione. Il divieto si applica esclusivamente per quegli allevamenti che sono in regola con le misure di biosicurezza rafforzate, in cui è stato effettuato un esame clinico sui suini detenuti e se necessario effettuato un prelievo di campioni che escluda la presenza del virus. Le misure di divieto riguardano anche i prodotti agricoli ed alimentari venduti ad un prezzo inferiore a quello di produzione.
A breve verrà anche pubblicata la nuova Ordinanza della Regione Emilia Romagna, che recepisce quanto previsto da quella nazionale e prevede l’applicazione di misure specifiche per gli allevamenti e la gestione del cinghiale sul territorio.

L’Ordinanza del Commissario è disponibile online; per ulteriori informazioni ed approfondimenti è possibile rivolgersi agli uffici Cia territoriali di riferimento.

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