Pomodoro, campagna deludente: i produttori chiedono prezzi trasparenti - Agrimpresaonline Webzine

Pomodoro, campagna deludente: i produttori chiedono prezzi trasparenti

Speciale pomodoro da industria – Novembre 2013

L’abbiamo detto e scritto più volte, ma forse è opportuno ripeterlo: i produttori di pomodoro, tutti, nessuno escluso, chiedono per la prossima campagna un prezzo più chiaro e trasparente.

Nell’inserto su Agrimpresa (leggi la versione sfogliabile online) abbiamo dato ampio risalto a questa più che legittima richiesta.

Non mancheranno, inoltre, le voci di tutti gli altri principali attori di una filiera complessa e articolata: l’associazione di prodotto Asipo, la Cia, il distretto pomodoro del Nord, tecnici e industria.
Anche quest’anno i nostri produttori hanno compiuto un piccolo miracolo trasformando un terreno bagnato e denso di incognite in un buon prodotto finale, sia qualitativo che quantitativo. Come chiedeva l’industria a beneficio dell’intera filiera. Ma quanto lavoro, quanti rischi! Con un nostro produttore abbiamo provato a fare i conti annuali delle giornate lavorative che servono per una campagna pomodoro.

Considerando un’azienda agricola media di circa 30 ettari con due unità lavorative a tempo pieno, abbiamo calcolato tutti i passaggi di un impegno che inizia a dicembre con l’erpice e finisce con la pulizia dei rimorchi in ottobre. Il risultato è di 227 giornate lavorative. Se poi aggiungiamo che in piena campagna, per circa due mesi, le otto ore giornaliere raddoppiano ogni giorno, possiamo arrivare a superare le 300 giornate lavorative per anno.

Ci vuole davvero passione e professionalità per affrontare una campagna, nel senso di terreno da coltivare, dove ogni anno si battono record estremi di piovosità o di siccità, dove i costi sono in perenne aumento, dove non si conosce la parola normalità.
Rispetto a tutto questo, ripetiamo, è troppo chiedere un prezzo chiaro e trasparente prima delle semine?

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