Pomodoro da industria, si tratta su prezzo e qualità del prodotto - Agrimpresaonline Webzine

Pomodoro da industria, si tratta su prezzo e qualità del prodotto

pomodoro da industria

Cristian Calestani

Robuschi: “Per farci sopravvivere bisognerebbe raggiungere un prezzo tra 95 e 100 euro a tonnellata”

PARMA – Nel momento in cui stiamo per andare in stampa è ancora in corso la trattativa per la determinazione del prezzo del pomodoro da industria per la campagna 2019. In occasione dell’ultimo tavolo agricolo le Op, organizzazioni di produttori, hanno univocamente deciso di sottoscrivere un pre-accordo per la campagna 2019. “Questo preaccordo – spiega Andrea Robuschi, referente per la trattativa del pomodoro di Cia Parma – tratta alcuni temi molto importanti per tutelare i produttori. Per il quantitativo da produrre si parla di 25 milioni di quintali totali, pomodoro convenzionale più biologico, con una variazione del + o – 4%; una resa di 750 tonnellate per ettaro e 33.400 ettari contrattabili, sempre con una variazione del + o – 4%, con una riduzione delle superfici coltivate rispetto agli anni precedenti. In trattativa stiamo discutendo i parametri che determinano il prezzo: in particolare la scaletta del grado brix, mettendo il riferimento a base 100 a quota 4,75, ossia il reale dato medio degli ultimi anni, lavorando anche per modificare la scaletta dei difetti gravi”.

Sul fronte delle penali Robuschi è chiaro: “Non devono riguardare tutti, ma essere indirizzate solo a carico di chi realmente sgarra e non rispetta gli accordi”.

Ritornando all’impostazione generale del preaccordo, Robuschi sottolinea che i “punti sono stati sottoscritti e firmati da tutte le Op. Obiettivo fondamentale è la coesione del comparto agricolo volta a perseguire un unico obiettivo: la sottoscrizione di un prezzo che permetta, almeno, di sopravvivere. Lo scorso anno il contratto fu firmato, il 9 di febbraio, a quota 79,75 euro a tonnellata, mentre a mio avviso, per farci sopravvivere, bisognerebbe raggiungere un prezzo tra 95 e 100 euro a tonnellata.
Quest’anno le industrie hanno fatto intendere che sono disponibili a riconoscere qualcosa in più in termini di prezzo della materia prima, ma che saranno intransigenti sul perseguimento della qualità del prodotto, un obiettivo che è sempre stato considerato primario da noi produttori, anche se non sempre adeguatamente riconosciuto dai trasformatori.
Le semine sono ormai prossime: molti continueranno a credere nel pomodoro da industria, ma se non ci saranno risposte incoraggianti sul fronte del prezzo, c’è chi abbandonerà definitivamente questa coltura”.

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