Febbraio 2014
PARMA – Sul versante agricolo non c’è entusiasmo, molti si aspettavano un prezzo del pomodoro attorno ai 95/97 euro la tonnellata, ma basta dare un’occhiata alle alternative, vedi bietole o mais, per arrivare a dire che anche i 9 euro non sono da buttare via.
In sostanza si spera di coprire i costi di produzione, poi per saperne di più bisognerà aspettare gli ultimi giorni di campagna e relativo andamento climatico.
Ma cerchiamo di portare a sintesi un accordo condizionato da due fattori sostanziali: una ripresa della domanda internazionale e le scorte in via di esaurimento nei magazzini delle principali fabbriche. La trattativa ha avuto come sede la Stazione sperimentale delle conserve di Parma, come sempre hanno partecipato le associazioni dei produttori e i rappresentanti dell’industria di trasformazione, mentre il Distretto del pomodoro del Nord ha svolto un importante ruolo di mediazione tra le parti.
Come abbiamo detto il prezzo per la campagna 2014 è stato fissato a 92 euro la tonnellata, con una novità rilevante: la possibilità di ottenere un euro in più se nel Nord non verrà superato un tetto produttivo pari a 24 milioni di quintali. Una sorta di “premio quantità” da sommare al “premio qualità” che rimane legato alla classica tabella.
A questo proposito va ricordato che i 92 euro saranno corrisposti sulla base di 5 gradi brix, mentre lo scorso anno erano 5,5. Sempre sul brix occorre aggiungere che il prezzo potrà salire fino ad un massimo di 5,75 oppure scendere fino ad un minimo di 4,30. Ultimi fattori da segnalare l’impegno a depositare i contratti di semina entro il sette di febbraio e l’incremento delle penali per mancata consegna e ritiro dei carichi. Questo è quanto.
In conclusione ci si deve augurare che la salsa scaturita dall’accordo sia una salsa di qualità, frutto di una filiera che ha ancora voglia di scommettere sul pomodoro da industria.



