Semine di riso a rischio: calo delle superfici causato dai prezzi bassi - Agrimpresaonline Webzine

Semine di riso a rischio: calo delle superfici causato dai prezzi bassi

Erika Angelini

FERRARA – La preoccupazione per la situazione del riso italiano cresce di pari passo alle concessioni dell’Ue ai paesi extra-europei e alla negazione della clausola di salvaguardia per le importazioni, che sta provocando una forte contrazione dei prezzi. Nel ferrarese i risicoltori stanno decidendo i piani colturali, ma in base ai dati provvisori dei Consorzi di bonifica – che gestiscono la richiesta di acqua per le risaie – si parla di un calo degli investimenti di almeno un migliaio di ettari sui circa seimila del 2017. Una diminuzione dovuta soprattutto alle quotazioni delle principali varietà, che non consentono di coprire i costi di produzione: il Carnaroli-Karnak è pagato appena 300 euro/ton, un prezzo dimezzato rispetto al 2015 mentre l’Arborio, che due anni fa valeva quasi 670 euro/ton, viene quotato in media 310. L
’unica varietà che arriva a circa 450 euro/ton è il Baldo, ma solo perché la Turchia, uno dei mercati di riferimento, ha avuto una produzione interna disastrosa e si sta rivolgendo all’Italia per l’approvvigionamento. Anche in questo caso, però, non manca la speculazione: i turchi vogliono spendere il meno possibile e le aziende italiane stanno pagando ai produttori un prezzo medio-basso anche per prodotti con ottime rese.

“Continua – spiega Massimo Piva, risicoltore e vicepresidente di Cia Ferrara – la profonda “anomalia” della filiera del riso italiano ed europeo, che spinge i produttori a scegliere colture alternative, con il rischio di perdere un bacino produttivo d’eccellenza. Anomalia perché il “nemico” è la stessa Commissione europea, che si ostina a non concedere la clausola di salvaguardia per proteggere la produzione interna – in Italia circa 240.000 ettari investiti – dalle importazioni, dando continue agevolazioni ai paesi extra-europei. Non solo l’accordo Eba (Everything but arms) che elimina i dazi per i paesi considerati in via di sviluppo come la Cambogia: ora ci sono anche le possibili concessioni all’India, per l’ampliamento delle varietà Basmati importabili in Europa a tasso agevolato o addirittura zero. Sembrano, inoltre, andare verso una maggiore apertura anche gli accordi con il Mercosur (Mercato comune dell’America del Sud) per aumentare la quota di riso importato in Ue. Questa Europa – conclude Piva – che dovrebbe tutelare gli agricoltori va verso la direzione opposta ed è la principale imputata delle speculazioni sul riso. Un’Unione europea che in questo senso non ci rappresenta e ostacola lo sviluppo dell’economia agricola”.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat