Settimo censimento, cambiano le aziende agricole - Agrimpresaonline Webzine

Settimo censimento, cambiano le aziende agricole

Claudio Ferri

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

Mentre l’Italia è alle prese con una siccità senza precedenti, sono stati pubblicati i dati del 7° Censimento generale dell’agricoltura condotto tra gennaio e luglio 2021, con riferimento all’annata agraria 2019-2020. L’istantanea dell’agricoltura, o meglio dell’annata agraria alla data odierna (22 luglio) mostra, in termini climatici, una drammaticità senza precedenti.

Anche le colture specializzate che hanno beneficiato dell’irrigazione sono in sofferenza: troppo calo, i frutti non raggiungono la pezzatura desiderata. Il riferimento va, in particolare, alle pere abate, eccellenza emiliano romagnola. Dalle prime segnalazioni c’è, in generale, una buona produzione, ma la canicola sembra rallentare l’accrescimento del frutto.

Il cambiamento climatico comprometterà la produzione delle colture specializzate, a prescindere dalla disponibilità idrica?
È un quesito che si pongono tanti agricoltori.

Tornando alla fotografia che ci consegna il censimento, come era prevedibile – d’altra parte la tendenza dal dopoguerra ad oggi è quella – diminuiscono le imprese agricole, che però allargano la maglia poderale. L’andamento è simile in tutte le regioni della penisola ed anche l’Emilia Romagna rispecchia questa fotografia.

Dal confronto con il censimento del 2010, in Emilia Romagna le aziende sono diminuite del 26,8% (erano 73.466), mentre la Sau, Superfice agraria utilizzabile, ha subito una flessione pari a -1,8% (era 1.064.000 ettari), inferiore a quella registrata nel decennio precedente (-5,8%). La dimensione media è cresciuta e si attesta sui 19,4 ettari, con aumenti di circa 5 ettari rispetto al 2010 e 10 ettari rispetto al 2000. La dotazione di tecnologia delle imprese ha fatto un balzo in avanti, tant’è che il 22,2% ha sviluppato innovazioni nel triennio 2018-2020, un valore doppio rispetto alla media nazionale.

L’Istat rileva, inoltre, che, a ottobre 2020, risultano attive 53.753 aziende agricole, (in Italia sono 1.133.023 con una Sau di 12.537.000 ettari) e la regione rappresenta quindi il 4,7% del totale nazionale in termini di numero di aziende e l’8,3% in termini di Sau. Entrando nel dettaglio degli indirizzi produttivi, risulta che oltre 10.400 imprese allevano bestiame (il 19,5% sul totale delle aziende complessive) che rappresentano il 4,9% del totale nazionale.

Anche la forma giuridica è mutata: a livello nazionale si osserva una riduzione delle aziende a conduzione individuale o familiare (-32%) e un forte aumento delle società di capitali (+42,4%), le prime rappresentano ancora il profilo giuridico più diffuso nell’agricoltura italiana (93,5%), mentre per il titolo di possesso dei terreni, si registra una diminuzione dei terreni in solo proprietà (-44,1%) rispetto a una forte crescita dell’affitto (+49,7%) e dell’affitto insieme all’uso gratuito (+116,2%).

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