Francia (Agia): agevolare accesso al credito per il ricambio generazionale - Agrimpresaonline Webzine

Francia (Agia): agevolare accesso al credito per il ricambio generazionale

Claudio Ferri

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

“L’agricoltura è ancora una volta chiamata a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e i suoi giovani a trainare quella transizione ecologica e digitale, ora realmente determinanti per la sostenibilità del Paese e dell’Europa”. Sono parole di Stefano Francia, giovane imprenditore agricolo di Ravenna, e presidente nazionale di Agia (recentemente riconfermato) l’associazione di ‘under 40’ di Cia – Agricoltori Italiani.

Francia fa riferimento al conflitto in Ucraina che sta cambiando il corso della storia più recente già segnata dagli effetti devastanti della pandemia.
Questo nuovo scenario mette in crisi seria le economie nazionali ed europee, destabilizzate dall’incertezza di materie prime cruciali come gas e fertilizzanti.

Innanzitutto è attrattiva l’agricoltura per i giovani?

C’è un grande potenziale per il settore primario rappresentato dalle giovani generazioni. Non a caso in dieci anni il numero degli imprenditori agricoli laureati è raddoppiato (dal 10 al 20%) e le aziende del settore condotte da giovani, in controtendenza rispetto ad altri settori produttivi, sono aumentate del 5% negli ultimi 5 anni, portando i giovani agricoltori e allevatori a superare quota 50 mila a livello nazionale e a rappresentare, nel settore, il 20% dei più interessati investitori in chiave sostenibile e innovativa.

Cosa chiedono le nuove generazioni di imprenditori agricoli?

In primo luogo, occorre agevolare l’accesso al credito e al capitale fondiario perché è fondamentale per il ricambio generazionale in agricoltura e per incentivare quei miglioramenti strutturali e ambientali necessari alla svolta green di cui il comparto agricolo non può non essere che la guida. Diventa cruciale inoltre la spinta per una più puntuale formazione professionale dei giovani imprenditori agricoli.

Ricerca e innovazione: l’approccio alle nuove tecnologie è importante ma richiede investimenti sostenuti

Sì è vero, la tecnologia è costosa ma necessaria. L’innovazione scientifica al servizio della sperimentazione nei campi è fondamentale, come lo è la digitalizzazione per il rilancio delle aree interne a cominciare dalla tutela del welfare.

Al centro della nuova Pac c’è il tema della sostenibilità ambientale e della qualità delle produzioni

Abbiamo davanti a noi sfide da vincere per garantire la sicurezza alimentare globale e la qualità dei prodotti alimentari, ma anche la competitività delle imprese e del made in Italy nel mondo. Ai 50 mila giovani imprenditori agricoli dobbiamo dare chance concrete di sviluppo che Pnrr e Pac possono sostenere, puntando sul valore del capitale umano, sulla ricerca genetica contro il ‘climate change’ e sugli interscambi commerciali, anche nuovi, per non perdere posizione nelle esportazioni.

stefanofrancia

“L’innovazione scientifica al servizio della sperimentazione nei campi è fondamentale”

Ci sono scambi tecnico – culturali con i produttori di altre nazioni?

Internazionalizzazione, formazione, ricerca e condivisione sono i sono alla base della nostra associazione. Agia – Cia ha infatti avviato un progetto ‘RuralYou’ con la collaborazione dell’Ong Rtm – Volontari nel Mondo, con la quale sta portando avanti un processo formativo strutturato che punta a ricadute rilevanti sul territorio albanese, che passa per la crescita professionale degli operatori e l’input alla multifunzionalità.
Dentro c’è anche la Pac e la crescita online per gli scambi commerciali, ma soprattutto l’ingresso in Europa da parte dell’Albania che ci vede coinvolti per il legame storico con questo Paese e motivo che ci spinge a supportare i nostri coetanei avvicinandoli ai protocolli e alle opportunità dell’Ue. La sfida della formazione e della consulenza sui Centri di Assistenza agricola è in questo contesto, lo strumento chiave e su cui stiamo lavorando.

Quando ha avuto inizio il progetto?

L’iniziativa ha preso il via nel 2020 ed è in fase di ultimazione. Sta coinvolgendo 200 ragazzi albanesi tra i 18 e i 35 anni ed ha come focus lo sviluppo rurale. Inoltre stiamo consolidando la piattaforma Rural Youth Hub, esperienza pilota per coinvolgere i giovani che vivono in aree remote nelle azioni di rete e nel dialogo politico. Si tratta di coinvolgere i nostri colleghi con visite per la condivisione di esperienze con altre iniziative significative a livello nazionale ed europeo. Tutto questo per stimolare l’attivismo dei giovani e il loro contributo al processo decisionale locale, nazionale ed europeo.

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