
Giugno 2017
Piero Peri
DALLA REDAZIONE – Siamo di fronte all’ennesima calamità naturale che in questo 2017 colpisce nelle sue diverse forme la nostra agricoltura.
Dopo un inverno e una primavera senza neve e con scarsissime piogge il mese di giugno si è proposto con giornate caratterizzate da picchi di calore tipici dei più torridi mesi estivi aggravando, se possibile, una situazione di per sé già difficile.
Tutti gli esperti sono concordi nell’affermare che quest’anno rischia di essere il peggiore, la siccità che si presenta è ben più grave di quella verificatesi nel 2012 e ancor prima nel 2002. In particolare, le province più occidentali della nostra regione, quelle di Piacenza e Parma, registrano situazioni di crisi idrica mai verificatesi prima. Alla metà del mese di giugno le falde registravano un livello inferiore di 1,20 m a quello registrato nello stesso periodo lo scorso anno.
I cambiamenti climatici che stiamo riscontrando impongono l’immediata adozione di misure eccezionali per cercare di fronteggiare l’emergenza e non compromettere i raccolti delle tante produzioni orticole e frutticole che caratterizzano la nostra agricoltura e concorrono in modo determinante alla ricchezza e all’occupazione della nostra regione.
Occorre derogare al rispetto del Deflusso minimo vitale (Dmv), occorre utilizzare l’acqua invasata nelle diverse casse di espansione e invasi realizzati negli anni addietro e ora sottoposti a vincoli ambientali perché nel frattempo sono stati ricompresi nella Rete Natura 2000.
Occorre però da subito cambiare passo; passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione e realizzazione delle indispensabili opere strutturali che possono affrancare l’agricoltura dalle bizze del clima e garantire che l’acqua, bene indispensabile per continuare ad avere una forte agricoltura di qualità, quando serve c’è. Costruire invasi di medie/grandi dimensioni, diffusi sul territorio per conservare l’acqua quando c’è e utilizzarla in periodi di crisi.
Occorrono inoltre adeguati investimenti per migliorare la rete di distribuzione e migliorare l’efficienza dell’uso di questa indispensabile risorsa. Di questo c’è bisogno e da subito in questa direzione occorre con decisione lavorare.



