Cresce l’interesse per la coltura del noce da frutto

Giugno 2017

Crpv

CESENA – Negli ultimi anni, a seguito di un incremento dei prezzi nel mercato internazionale, l’interesse per la coltura del noce è in costante crescita.

Originario della Persia, coltivato fin dall’epoca greco-romana anche in Emilia Romagna dove nel 1811, ai tempi di Napoleone, si producevano oltre 18.000 libbre di olio di noce. In Italia è coltivato su una superficie di circa 9.000 ettari, il 24,0% dei quali concentrati in Campania, seguono Lazio, Veneto ed Emilia Romagna.

In Italia è in rapida diffusione una nocicoltura specializzata unicamente da frutto, non abbinata alla produzione di legno, la quale conta attualmente circa 1.500 ettari investiti. Nella nostra regione, perché si possa sviluppare la produzione di noci per il mercato, esistono le condizioni sia climatiche che pedologiche, le infrastrutture per la essiccazione e lavorazione dei frutti, e non per ultimo una appropriata politica di filiera e di marketing.

Il noce predilige un clima temperato con ridotti sbalzi termici soprattutto nel periodo primaverile, si adatta bene in suoli profondi, possibilmente di medio impasto, ben drenati e irrigui.
Si tratta di una specie monoica, presenta sulla stessa pianta fiori maschili e femminili divisi, tutte le varietà presenti oggi sul mercato sono autocompatibili e intercompatibili. La fioritura avviene nei mesi di aprile e maggio; un problema da non sottovalutare è la sfasatura nell’epoca di fioritura maschile e femminile. L’impollinazione è anemofila fino a una distanza di 20-30 metri. Normalmente una pianta di noce innestata entra in produzione dopo il sesto anno dall’impianto, le varietà californiane anticipano di un paio di anni mentre le piante non innestate cominciano a produrre 2-3 anni dopo rispetto a quelle innestate.

Le varietà maggiormente diffuse in Italia settentrionale sono di origine californiana e francese: Chandler, a maturazione tardiva (metà di ottobre), buona produttività e pezzatura, frutto ovale di colore chiaro guscio liscio e sottile, gheriglio molto chiaro, facilmente sgusciabile, si avvantaggia della impollinazione di Franquette, Parisienne e Cisco; Howard, simile a Chandler frutto grosso con un guscio ruvido, più duro di Chandler, matura due settimane prima, il gheriglio è chiaro; Lara, fruttificazione laterale, non abbondante, frutto tondeggiante molto grosso (calibro di 36 mm e oltre), guscio tenero e gheriglio chiaro, germogliamento ritardato rispetto alle varietà californiane; Franquette, fruttificazione apicale, guscio duro, buona pezzatura, buon impollinatore delle varietà californiane. Come portinnesti oltre al franco (J. Regia) negli Usa viene utilizzato spesso il noce nero e nella maggior parte dei comprensori di coltivazione l’incrocio con il noce nero californiano (J. Hindi) chiamato Paradox, che risulta spesso sensibile alle principali virosi. Sono in atto da anni ricerche per mettere a punto una tecnica efficiente ed economica per la micropropagazione del noce.
Con la micropropagazione è possibile produrre direttamente sia le varietà autoradicate che i portainnesti.

Il mondo vivaistico italiano non ha risposto prontamente alla crescente richiesta di noci, sul mercato permane una continua carenza di piante e gli agricoltori spesso sono costretti a rivolgersi a vivaisti d’oltralpe. Un’efficiente tecnica di micropropagazione per il noce permetterebbe di ottenere rapidamente piante sane partendo da un numero esiguo di piante madri conservate in screenhouse, testate e controllate; mantenere un controllo genetico sanitario sulla produzione delle piante superiore rispetto a quelle ottenute con i sistemi tradizionali. Le piante micropropagate in quanto autoradicate hanno una crescita più rapida nei primi anni, la fase giovanile si manifesta con una scarsa produzione di fiori maschili che in molti casi si protrae per diversi anni, con conseguente riduzione della produttività.

Le tecniche di gestione del noceto razionali, tempestive e meccanizzabili e la presenza di validi impollinatori (10%) migliorano la pezzatura del frutto mentre una eccessiva quantità di polline induce cascola fiorale. Una attenzione particolare va posta nella individuazione della forma di allevamento ai fini di una precoce entrata in produzione, in particolare attraverso interventi mirati di potatura sia invernale che al verde. La raccolta delle noci avviene di regola nei mesi di settembre-ottobre e viene eseguita con raccolta meccanica avendo presente che la maturazione è scalare.

Con le prime piogge che si verificano verso la fine del periodo estivo il mallo si screpola e successivamente si spacca, lasciando libero il frutto che cade a terra. Non tutte le noci raccolte sono libere dal mallo e vanno quindi sottoposte a smallatura, operazione che deve essere eseguita con tempestività per evitare l’imbrunimento del guscio.
In seguito le noci vanno lavate per pulirle da eventuali residui di mallo o terra. Al lavaggio deve seguire la fase di essicazione che si raggiunge quando il contenuto in umidità dei frutti si abbassa fino al 4%.

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