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Sportello agriturismo

• Tra le normative che regolano il settore dell’agriturismo, spicca quella che riguarda il numero massimo di pasti somministrabili mensilmente, che non può essere superiore alla media di 50 giornalieri su base mensile, sempre considerato di 30 giorni, per un totale massimo di 1.500 pasti/mese.
Gli agriturismi che somministrano pasti devono obbligatoriamente rispettare la percentuale di prodotto fissata dalla legge regionale 4/2009 articolo 6 comma 4 che sono il 25% di prodotto proprio per le aziende ubicate nel territorio ricompreso in comunità montane o unione dei comuni montani e il 35% per le aziende agrituristiche ubicate nel restante territorio provinciale.Queste percentuali sono da considerarsi minime per raggiungere ipoteticamente anche il 100% di utilizzo di prodotti propri. In caso contrario è necessario, quanto indispensabile, garantire comunque un totale di 80% tra prodotti propri e a marchio/bio/locali fatto 100 il quantitativo complessivo di prodotti alimentari acquistati per la somministrazione agli utenti dell’agriturismo.

Si definiscono come prodotti “a marchio/bio/locali” tutti quei prodotti agricoli che hanno la denominazione Dop, Igp, Doc, Igt, Qc, tutti i prodotti tipici regionali inseriti nell’apposito albo ministeriale consultabile all’indirizzo: https://goo.gl/FT1DML che aiutano a rispettare la percentuale dell’80%, i prodotti agricoli acquistati direttamente dalle aziende agricole – anche biologici – poste nel territorio regionale, ma anche attraverso consorzi e strutture cooperative.

È necessario però un ulteriore sforzo da parte delle aziende agrituristiche nel “sollecitare” i fornitori delle materie prime a indicare nei documenti di trasporto e nelle fatture di vendita, quanti più dati possibili al fine di agevolare l’inserimento in contabilità “a marchio”. Per monitorare il rispetto delle percentuali, la Cia ha elaborato un programma per il controllo acquisto materie prime/pasti somministrati; che è scaricabile al link: https://goo.gl/Pqccok.

• Come stabilito dalla legge regionale, le città metropolitane e amministrazioni provinciali non ricevono più la comunicazione dei prezzi e delle tariffe dei servizi offerti dalle strutture agrituristiche ma resta invariata la scadenza al 1° di ottobre di ogni anno per comunicare allo sportello Suap del Comune dove ha sede l’attività agrituristica, i prezzi massimi praticati relativi ai servizi offerti. La difficoltà di questa presentazione potrebbe essere nell’inoltro della comunicazione attraverso la procedura Suaper (ad esclusione delle strutture agrituristiche poste sul territorio comunale di Bologna) che continuano ad utilizzare la procedura Peoplesuap. Le Cia di Bologna e Modena sono a disposizione per effettuare il servizio.

Non occorre invio ulteriore, in caso di mancata variazione di prezzi e tariffe massime praticate rispetto a comunicazioni fatte precedentemente. Si consiglia in ogni caso di procedere ad una comunicazione annuale dei prezzi in modo da fissare i “limiti” massimi praticati con cadenza annuale.
Nell’esperienza avuta con alcuni controlli da parte dell’agenzia delle entrate su strutture agrituristiche, la comunicazione annuale dei prezzi è stata determinante in una risoluzione positiva dell’accertamento. Per approfondire il periodo di apertura e le tariffe è possibile consultare la delibera della giunta regionale 11/7/2011, n. 987

• Gli uffici degli Stacp hanno calendarizzato da fine agosto ad autunno inoltrato, come previsto dall’art. 19 della L.R. 4/2009 controlli per “verificare la permanenza dei requisiti soggettivi e produttivi che hanno dato diritto al rilascio dell’abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica e della certificazione relativa al rapporto di connessione” e quelli dell’articolo 25, per il mantenimento dei requisiti richiesti per l’iscrizione nell’elenco regionale, sezione fattorie didattiche. Per gli agriturismi la verifica interessa:
– volumi delle giornate agricole congrui alle attività agrituristiche autorizzate;
– presenza di adeguato titolo abilitativo comunale (autorizzazione/Dia/Scia);
– titolo di conduzione dell’immobile destinato all’attività agrituristica;
– validazione della posizione presso l’Anagrafe delle aziende agricole;
– esposizione delle autorizzazioni (certificato di connessione e autorizzazione comunale/Dia/Scia) e dei prezzi praticati;
– valutazione della sufficiente produzione di materia prima di origine aziendale per la preparazione dei pasti;
– presenza della nuova cartellonistica con il logo nazionale;
– recepimento di eventuali prescrizioni formulate a seguito dell’iscrizione o di successivi controlli.

Le variazioni del piano colturale che comportano una riduzione delle giornate agricole tale da pregiudicare la complementarietà dell’attività agrituristica o la decadenza di alcuni percorsi didattici, nonché modifiche della ragione sociale, vanno tempestivamente comunicate utilizzando l’apposito modulo pena l’applicazione delle sanzioni previste dagli articoli 20 e 29 della L.R.4/2009.

Per verificare la compatibilità con i volumi autorizzati è possibile contattare Salvatore Agresta (e-mail s.agresta@cia.it oppure telefono 051-6314427).

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