Un mix di misure per risollevare il Parmigiano Reggiano - Agrimpresaonline Webzine

Un mix di misure per risollevare il Parmigiano Reggiano

Ottobre 2014

Pochi mesi per dare una ‘scossa’ al mercato del Parmigiano Reggiano in modo da rimettere in linea di galleggiamento gli allevamenti: per farlo occorre un mix di interventi incisivi che riducano stabilmente il surplus produttivo.

Il mercato del Parmigiano Reggiano continua a dare segnali negativi per quanto riguarda le quotazioni nella prima fase della filiera e si stanno ipotizzando interventi di varia natura per risollevare questo andamento, che se prolungato nel tempo mette a rischio diversi allevamenti da latte della zona tipica. Per esaminare questa situazione e le proposte per uscirne “vivi” la Cia reggiana ha tenuto una riunione con gli allevatori che ha visto una sala strapiena, con la presenza di numerosi produttori reggiani e rappresentanze delle Cia di altre provincie emiliane del comprensorio di produzione; invitati anche i vertici consortili, erano presenti infatti il presidente Alai ed il vicepresidente Filippini.

Ritiro dal mercato di 90.000 forme di produzione 2013, di cui 70.000 a 18 mesi di stagionatura e 20.000 a 12 mesi; rafforzare ed estendere i sostegni alle vendite nella Gdo italiana; intensificazione dei controlli sul prodotto grattugiato: sono le decisioni già assunte dal Consorzio, che a novembre intende proporre ulteriori interventi, costituiti da una diminuzione temporanea della quota mungibile del 5% e accesso alla riserva per i soggetti che hanno subito richiamo di quota munta in affitto nel 2010, con attribuzione di questa quota in misura di ½ nel 2015 e ½ nel 2016.

Molte sono poi le ipotesi di lavoro che circolano riguardo la cosiddetta “scolmatura”, ovvero la destinazione di una quota del latte prodotto nelle nostre stalle a destinazioni diverse dalla trasformazione in Parmigiano Reggiano. In ogni caso, è opinione della Cia che da parte del sistema Parmigiano Reggiano vadano approfonditi i diversi interventi possibili, nessuno dei quali singolarmente potrà essere risolutivo, ma che vanno portati avanti in blocco in modo da arrivare al risultato desiderato.

È una discussione che la Cia di Reggio Emilia ha avviato e proseguirà – ha concluso il presidente Antenore Cervi – incontrando i soci allevatori nelle zone territoriali, per arrivare a definire un complesso di azioni il più possibile condivise.

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