Un po’ d’ossigeno per i suinicoltori. E nasce il Consorzio di garanzia

Novembre 2016

Gianni Verzelloni

DALLA REDAZIONE – “Dopo diversi anni difficili, finalmente è arrivata una boccata di ossigeno per i suinicoltori”. Lo afferma Antenore Cervi, presidente di Asser e vice presidente Cia Emilia Romagna.

Il quadro di mercato ha visto una risalita continua da luglio fino ad ottobre, quando si è toccato il record storico di 1,65 euro per kg nella categoria dei suini grassi da 156 a 176 kg, sul listino di Modena. Quest’anno si era toccato un picco negativo di 1,18 euro/kg ad aprile, quindi il cambiamento del mercato è stato piuttosto repentino.

La prima settimana di novembre, pur in calo rispetto ai livelli record delle settimane precedenti, ha segnato un 1,58 comunque positivo. “La media annua, con i risultati di ottobre – constata Cervi – si attesta a quota 1,41, che a fatica copre i costi di produzione. In ogni caso va meglio dell’1,34 che ha contrassegnato come media l’anno 2015. Ci voleva, altrimenti avremmo inanellato un altro anno negativo”.
Il balzo – spiega Cervi – proviene da un aumento delle importazioni da parte della Cina, che ha avuto problemi sanitari nei propri allevamenti, ma siccome si parla di un paese che ha una produzione di 450 milioni di suini, “un raffreddore nei loro allevamenti, scuote il mondo; si è aperta quindi una finestra importante di export” afferma Cervi.

In effetti, a beneficiare della situazione sono stati soprattutto i paesi del Nord Europa, in misura più limitata l’Italia, che però di riflesso ha beneficiato della minor ‘pressione’ degli stessi paesi, che sono i nostri principali fornitori per le importazioni, che toccano il 40% del nostro fabbisogno. Nei momenti più critici di mercato, questi ci forniscono carne a prezzi davvero ‘stracciati’. Quindi, si è registrata una maggior valorizzazione delle nostre produzioni. A ciò ha contribuito anche una stagione estiva che ha favorito un maggior consumo di carni suine e salumi rispetto al solito, ed il fatto che le difficoltà degli anni scorsi – specie per le produzioni Dop – hanno contribuito a contenere l’offerta di capi suini.

Per i salumi, si constata ora una buona situazione: le quotazioni delle cosce fresche per le Dop del prosciutto hanno toccato livelli record, nei magazzini c’è una situazione di equilibrio senza scorte eccessive, “il che fa sperare che il trend positivo possa proseguire anche nei prossimi mesi”, afferma Cervi. “Tuttavia – rileva – essendo il buon andamento frutto più di fattori contingenti che di scelte precise del consumatore in favore del prodotto italiano, resta all’orizzonte un rischio di ricadute in situazioni non felici. L’obiettivo che dobbiamo darci come allevatori è invece quello della piena valorizzazione delle Dop e del prodotto fresco”.

Un passo importante in tal senso è stato fatto alle Fiere zootecniche di Cremona nei giorni scorsi, con la nascita del “Consorzio di garanzia suino italiano” per garantire ai consumatori un prodotto nazionale sicuro, nato ed allevato in Italia. Un fattore che consideriamo di grande valore è il fatto che a costituire questo nuovo Consorzio siano gli allevatori. È chiaro che il Consorzio dovrà confrontarsi e trovare accordi con altri soggetti che sono a valle dell’allevamento per attuare una piena valorizzazione del prodotto, ma riteniamo fondamentale che siano gli allevatori suinicoli a rivestire un ruolo principale”.
“Come Cia – Agricoltori Italiani, auspichiamo e raccomandiamo – conclude Cervi – per la migliore riuscita dell’iniziativa, una gestione della struttura all’insegna della più rigorosa economicità ed altrettanto rigore nell’attività di certificazione”.

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