Una serata di solidarietà per sostenere le popolazioni colpite dal sisma - Agrimpresaonline Webzine

Una serata di solidarietà per sostenere le popolazioni colpite dal sisma

Dicembre 2016

FERRARA – Oltre 500 agricoltori ferraresi, insieme agli amministratori del territorio ed ai i volontari del Centro dell’Olmo di Portomaggiore hanno accolto in un grande abbraccio di solidarietà le terre del maceratese colpite dal sisma, dove agricoltori e allevatori stanno cercando di risollevarsi.

Questo il significato de “La Terra nel Cuore”, l’evento organizzato da Cia – Agricoltori Italiani Ferrara il 9 dicembre, per raccogliere fondi a favore delle popolazioni del Centro Italia dove la terra continua a tremare. Nel corso della serata sono stati raccolti oltre 10.000 euro, che hanno consentito di donare una casa mobile per una famiglia di agricoltori marchigiani di Amaldola (Mc) composta da sei persone.

Il resto del ricavato potrà servire per l’acquisto di un’altra casa mobile da donare a un’altra famiglia in difficoltà o andrà ad aggiungersi al fondo di solidarietà istituito da Cia – Agricoltori Italiani a livello nazionale, che ha già raggiunto i 200.000 euro. La serata de “La Terra nel cuore” è iniziata con un incontro pubblico presso la sede comunale di Portomaggiore dove gli ospiti della serata Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera (Mc) e Mirella Gattari, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Marche, hanno fatto il punto della situazione nei loro territori, con un focus sulla situazione di produttori agricoli, aziende agrituristiche e allevatori.

Ad accoglierli, in una sorta di “gemellaggio di solidarietà” il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli, il vicepresidente della Provincia Nicola Rossi, Maria Teresa Bertuzzi, senatrice della Repubblica italiana e molti amministratori locali del territorio che con una voce comune hanno detto: “Noi ci siamo”.

Nel corso dell’incontro particolarmente toccante il racconto del sindaco Falcucci, che ha parlato di Castelsantangelo sul Nera, un antico borgo di montagna che rappresenta i molti piccoli comuni colpiti del sisma. “Il terremoto ha cancellato completamente un intero territorio, portando con sé non solo i ricordi ma anche il lavoro, la produzione, gli allevamenti. Alcune delle nostre attività stanno riprendendo a fatica, altre sono più difficili da ripristinare, come la casa di accoglienza per anziani completamente distrutta. Voglio sottolineare – ha continuato Falcucci – che i media parlato poco di noi e senza chiamarci per nome ma definendoci “i borghi marchigiani vicino a Norcia”. Noi però abbiamo un’identità forte che va salvaguardata e dalla quale siamo partiti per ricostruire. Voglio ringraziarvi perché questa sera ci avete veramente aiutato, perché abbiamo sentito la vicinanza di un intero territorio e di un popolo solidale”.

E un ringraziamento profondo è arrivato anche da Mirella Gattari di Cia Marche che ha spiegato come aiutare concretamente le aziende e gli allevatori colpiti dal sisma. “Gli agricoltori sono i custodi del territorio, in particolare di quelli di montagna come il nostro, dove esiste un profondo equilibrio tra agricoltura ed ecosistema ambientale”. La serata è continuata con una deliziosa cena, un momento conviviale reso possibile dalle molte aziende agricole che hanno donato i prodotti e naturalmente da agricoltori e cittadini che hanno accolto l’invito ed hanno partecipato all’evento. Importantissimo anche il lavoro costante di tutti i volontari del Centro dell’Olmo, che hanno reso possibile la serata e l’impegno di Gianfranco Tomasoni, allevatore di Portomaggiore che ha dato il via all’organizzazione dell’evento insieme a Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara.

Ed è stato proprio Calderoni a chiudere la serata ringraziando ovviamente tutti i presenti per il profondo impegno. “La vostra presenza stasera dimostra che avete compreso perfettamente cosa significa per un agricoltore o un allevatore perdere tutto quello che ha costruito nel corso della vita in pochi attimi. In questi ultimi mesi non si è parlato abbastanza del terremoto nelle Marche, schiacciati magari anche da altri eventi nazionali e internazionali e forse queste persone si sono sentite sole, perfino abbandonate. Ma io sono convinto che se dal nostro territorio e dagli altri nascono eventi come questi allora quelle popolazioni sanno che c’è qualcuno su cui possono davvero contare. Nei prossimi giorni la casa mobile sarà inviata alla famiglia di Amaldola (Mc) grazie alle aziende agricole della nostra associazione che, insieme ai volontari, hanno dato il loro cuore e il loro impegno per organizzare l’iniziativa. Oggi siamo diventati una grande comunità solidale che non ha confini territoriali perché il mondo dell’agricoltura è questo e l’Emilia Romagna è questa. Ora – ha concluso Calderoni – bisogna continuare a sostenere le aziende colpite dal sisma in due modi: scegliendo i prodotti tipici dalle aziende agricole – elenco sul sito www.cia.it – e nel 2017 programmare una vacanza in uno dei meravigliosi agriturismi delle Marche”.

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