Utilizzo agronomico dei reflui zootecnici e digestati: ecco le regole - Agrimpresaonline Webzine

Utilizzo agronomico dei reflui zootecnici e digestati: ecco le regole

spandimento liquami

Piero Peri

Con l’inizio del mese di novembre si avvia il periodo di divieto di spandimento degli effluenti e dei digestati con le diverse articolazioni in base al tipo di effluente, alle colture praticate e, soprattutto, diverse tra zone vulnerabili ai nitrati (Zvn) e zone ordinarie non vulnerabili ai nitrati (Znvn).

Già con l’anno in corso l’applicazione della nuova norma regionale (R.R. n. 3/2017) ha visto un’importante innovazione che ha semplificato l’attività delle aziende che hanno terreni in zone vulnerabili. La possibilità di frazionare i previsti novanta giorni di divieto continuo assoluto per lo spandimento dei liquami, normalmente da individuare tra l’inizio di novembre e la fine di febbraio, prevedendo un periodo continuo di soli sessantadue giorni dei mesi di dicembre e gennaio, lasciando la definizione dei restanti ventotto giorni alle previsioni meteo di Arpae nei mesi di novembre e febbraio, è stata indubbiamente una facilitazione per le aziende coinvolte. Facilitazione che sarà consolidata in questa stagione autunno-invernale.

Ora per il periodo di divieto appena iniziato si presenta un’altra importante novità per le aziende che spandono effluenti in zone ordinarie (Znvn), risultato di un positivo confronto che nei mesi scorsi abbiamo avuto con la Regione. Con determina del direttore generale dell’assessorato regionale all’Ambiente, oltre ad altri chiarimenti e specificazioni, si è definito che il periodo di divieto di spandimento dei liquami e del digestato non palabile su prati e medicai a partire dal terzo anno d’impianto ricade tra il 1° dicembre e il 28 febbraio. Tale divieto è fisso dal 1° dicembre al 31 dicembre mentre dal 1° gennaio al 28 febbraio i giorni di divieto sono stabiliti con cadenza settimanale, in base alle previsioni meteo, mediante il così detto bollettino nitrati già utilizzato nel febbraio scorso per definire i giorni di divieto per le zone vulnerabili.

Si tratta di una semplificazione che interessa un gran numero di allevatori, sia di pianura sia di collina e montagna, che facilita le diverse operazioni colturali, sempre più condizionate da andamenti climatici imprevedibili.

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