Abolizione dei voucher: brutto colpo per gli orticoltori ferraresi - Agrimpresaonline Webzine

Abolizione dei voucher: brutto colpo per gli orticoltori ferraresi

Marzo 2017

FERRARA – “Coprire i prodotti orticoli con il tessuto-non tessuto per proteggerli dagli sbalzi termici o rimuovere le coperture in nylon.

Attività agricole particolari che, come sanno bene i produttori di carote, radicchio, barbabietola da seme, richiedono molto personale impiegato per un periodo di tempo brevissimo. Attività che – spiega Gianni Paganini, presidente di Cia Mesola e orticoltore – gli agricoltori sono riusciti a remunerare in maniera regolare attraverso i voucher, perfetti per queste attività del tutto occasionali, ma fondamentali per la produzione intensiva di orticole”.

Cia – Agricoltori Italiani Ferrara ritiene giusta e doverosa la limitazione dell’uso dei buoni lavoro, utilizzati negli ultimi anni per scopi diversi da quelli originariamente previsti, ma la cancellazione di questa semplice forma di retribuzione potrebbe provocare difficoltà al settore agricolo. L’agricoltura ha dimostrato, peraltro, di usarli correttamente: a supporto e non in contrapposizione con i rapporti di lavoro subordinato e ciò è dimostrato dai dati, che dal 2008 al 2015 ci dicono che il settore ne ha utilizzati il 4,8% rispetto a quelli venduti, con un calo drastico nell’ultimo anno che si attesta all’1,8%.

“In orticoltura ci sono attività – continua Paganini – non ancora meccanizzate, che richiedono un lavoro manuale intensivo per qualche giornata, svolto principalmente da studenti o pensionati ancora in attività. In questi casi i voucher erano un reale strumento di flessibilità, funzionali allo scopo, data la natura particolare di alcune lavorazioni agricole. La loro eliminazione per il settore significa difficoltà a reperire manodopera a brevissimo termine quella, appunto, impiegata durante i picchi produttivi o per alcune attività del tutto occasionali e particolari. Inoltre, senza i voucher potrebbe aumentare il lavoro nero perché assumere regolarmente un lavoratore, indispensabile all’azienda una tantum e solo per una giornata, non converrà, in sostanza, a nessuno. In questi giorni – conclude Paganini – si stanno studiando forme alternative ai voucher per il settore agricolo, ma per noi orticoltori del territorio la mancanza dei buoni lavoro è già un problema, che andrebbe risolto in fretta, con forme di pagamento semplici, che non comportino un aggravarsi della burocrazia e oneri per le aziende agricole”.

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