Bene l’annata, ma ora i marroni sono minacciati da un nuovo fungo - Agrimpresaonline Webzine

Bene l’annata, ma ora i marroni sono minacciati da un nuovo fungo

i marroni

di Claudio Ferri

MONTEOMBRARO DI ZOCCA (Modena) – Normalmente la stagione si protrae fino a alla fine di ottobre e la produzione di castagne e marroni è venduta prevalentemente nella sagra di Zocca, ma quest’anno c’è una novità: in quest’area montana è stato da poco costituito il Consorzio agrosilvocastanicolo dell’Appennino modenese, nato con l’obiettivo di rilanciare l’economia del territorio montano, in particolare quello sviluppato delle imprese agricole.

Fogacci

“Non solo castagne e marroni, ma anche l’economia legata al legname, dalla paleria ai prodotti del bosco – spiega Stefano Fogacci, vice presidente del Consorzio -. Il nuovo organismo ha intenzione di fungere da catalizzatore di proposte e idee che il territorio esprime, come ad esempio l’azienda agricola dell’istituto agrario Spallanzani, che ha una sede distaccata a Monteombraro e che ha da anni portato avanti il tema delle piante officinali, a partire dalla lavanda. C’è, inoltre, un caseificio che produce Parmigiano della razza bovina Bianca Modenese”. L’annata castanicola è stata buona, dopo periodi difficili.
“Quest’anno c’è stato un ritorno alla normalità – prosegue Fogacci – e le rese sono buone. Se un castagneto è riportato alla piena produzione può garantire 40 chili a pianta, dove invece la cura è minore si scende a 7-8 quintali ad ettaro, a fronte dei 40 dove c’è una manutenzione accurata”.

I PATOGENI

La vespa cinese in questa porzione dell’Appennino è stata debellata. “Qua da noi il lancio dell’antagonista ha avuto successo e già dall’anno successivo alla sua immissione in ambiente si era attenuato il problema. Dopo due anni dalla sua introduzione non abbiamo più avuto danni. Ora però – rileva Fogacci – c’è un nuovo fungo che induce marcescenza alle castagne ed ai marroni e che è allo studio dei tecnici per cercare di contrastarlo. È un patogeno che ci preoccupa e ci auguriamo di porre rimedio in tempi rapidi”.

I COMPITI DEL CONSORZio

Il Consorzio avrà una funzione importante anche per aggregare il prodotto e affrontare il tema commerciale.” Abbiamo già trovato un’azienda che ritira i frutti al prezzo concordato di 5 euro, parlando di una pezzatura media – conclude Fogacci -, per noi rappresenta una buona opportunità, specialmente quest’anno che molte sagre sono state annullate per via della pandemia”. Valorizzazione del territorio e delle produzioni sono, quindi, la priorità del Consorzio che conta di fare massa critica. “Proviamo di mettere a frutto l’offerta del territorio montano e creare anche occupazione – aggiunge Claudio Rossi, responsabile della Cia di Vignola e Zocca -. Il nostro obiettivo è quello di ottenere una adesione importante, anche perché questo organismo è uno strumento unitario delle Organizzazioni agricole. Un altro compito del Consorzio sarà quello di valorizzare le sagre e le iniziative dei territori appenninici – termina Rossi – e auspichiamo di aggregare un centinaio di produttori fin da adesso per aumentare le adesioni nel corso degli anni”.

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