Bietolone da seme, 2024 annata da record con oltre 7.000 ettari

colture da seme

Emer Sani

Confermano il trend in espansione le colture da seme. In regione il bietolone da seme, secondo i dati dei trapianti, nel 2024 raggiungerà il massimo storico superando i 7.000 ettari, 1.000 in più della scorsa campagna, distribuiti in particolare tra Ravenna, Ferrara e Bologna. In Romagna in particolare si prevede una crescita delle colture da seme (girasole, barbabietola, radicchio) e delle orticole come cipolle e patate.

Le aziende sementiere stanno puntando sulle colture da seme industriali (rape, cicoria, lattughe), spinte anche dall’aumentato dei prezzi che hanno determinato un andamento commerciale positivo nella passata campagna. Quest’anno si registra un leggero balzo in avanti anche della superficie investita a erba medica su tutto il territorio regionale, dovuto al fatto che la coltura è in grado di garantire una buona redditività, trainata dalla domanda estera sempre piuttosto sostenuta e dalle scarse produzioni dell’annata appena trascorsa. 

Le colture da seme stanno compensando il calo delle superfici impiegate a grano. Nel 2024 i cereali passano da 250 a 220 mila ettari complessivi, si stima una flessione più accentuata per il duro rispetto al tenero, nell’ordine di meno 15-20%, delineando uno scenario in controtendenza rispetto all’andamento degli ultimi anni.

L’adattamento degli agricoltori, l’innovazione tecnologica e la risposta alle esigenze del mercato hanno contribuito a modellare un panorama agricolo in evoluzione. In Emilia Romagna la superfice impegnata a colture da seme è di circa 50mila ettari, e si stima che in regione operino in questo settore oltre 10mila aziende. Il comparto produttivo della moltiplicazione sementiera riveste quindi un ruolo fondamentale per l’economia del territorio, sia per il numero di aziende agricole coinvolte, sia per le ditte dell’indotto coinvolte nelle fasi di lavorazioni, e per la bilancia dei pagamenti, in quanto il seme prodotto in larga parte viene esportato.

E’ un settore in espansione, sia per quanto riguarda gli ettari impiegati, che per gli investimenti in macchinari specializzati. In Emilia Romagna la superficie impegnata a colture da seme è di circa 50mila ettari, e si stima che in regione operino oltre 10mila aziende interessate alle colture sementiere, consolidate nel tempo da rapporti diretti con la propria cooperativa, consorzio, OP o direttamente con le ditte.

Il comparto produttivo della moltiplicazione sementiera in Emilia Romagna riveste un ruolo fondamentale per l’economia agricola del territorio, sia per il numero di aziende agricole coinvolte, che per le ditte sementiere impegnate nelle fasi di lavorazioni per l’indotto generato, e non da ultimo per la bilancia dei pagamenti in quanto il seme prodotto in larga parte viene esportato. Per quanto riguarda la campagna 2022-2023 le difficoltà climatiche e fenomeni catastrofici come le alluvioni di maggio hanno pesato enormemente sulle produzioni che richiedono livelli qualitativi elevati.

La coltura da seme richiede importanti investimenti in macchinari specializzati. In particolare nel seme di barbabietole, per il quale oggi si sta sempre più differenziando tra foraggio, conviso e tradizionale. Ne consegue un maggiore investimento in meccanizzazione per evitare inquinamenti, ad esempio delle mietitrebbie.

L’investimento tecnologico è fondamentale inoltre per linee di semi ibridi; per motivi di isolamento all’interno delle serre è essenziale che non entrino dall’esterno insetti, piuttosto che pollini. Poi ci sono gli investimenti necessari in filiera, servono macchinari infatti complessi per la pulizia e le lavorazioni del prodotto. 

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