Biologico - Anabio-Cia: servono accordi interprofessionali nel settore sementiero, programmazione e un nuovo Piano di Ricerca dedicato - Agrimpresaonline Webzine

Biologico – Anabio-Cia: servono accordi interprofessionali nel settore sementiero, programmazione e un nuovo Piano di Ricerca dedicato

Lo sviluppo interessante del settore biologico italiano, in una fase cruciale della transizione green Ue, rinnova il dibattito sul futuro del comparto sementiero, voce molto importante per l’economia agricola, e non solo, della regione e particolarmente per i distretti produttivi della Romagna. Secondo Anabio – l’associazione per la promozione del biologico di Cia-Agricoltori Italiani – il comparto può stare al passo, da una parte, grazie a nuovi accordi interprofessionali con le ditte, dall’altra, potendo contare su un nuovo Piano di Ricerca per le Sementi Biologiche. Anabio fa appello al mondo delle imprese e al Mipaaf, perché acceleri sull’iter amministrativo di definizione del Piano.

Lorenzo Falcioni, vicepresidente di Cia Romagna e membro del CdA della Cooperativa Cac di Cesena, nella sua azienda “Falcioni Santi Agricoltori” coltiva circa 19 ettari di colture da seme fra cavoli ibridi, cavoli cinesi, cicoria ibrida, bietola, ravanello, aneto, rapa, rucola selvatica, coriandolo ed erba medica da seme.

In merito all’argomento in oggetto sottolinea che il lavoro sin qui svolto è molto positivo e precisa: “Non dimentichiamo che una programmazione lungimirante, adottata nel passato, ha portato i moltiplicatori dell’Emilia-Romagna ad essere un punto di riferimento internazionale. Come Cia Romagna auspichiamo che si realizzino gli accordi interprofessionali e che sia adottata un’adeguata campagna di comunicazione per informare sulle colture che usciranno dalle deroghe, deroghe alle quali si ricorrerà sempre meno”.

La programmazione sarà l’arma vincente per riuscire a colmare la domanda di seme biologico certificato e per metterne in produzione le quantità occorrenti. “In questo modo le aziende sementiere e gli imprenditori in agricoltura biologica potrebbero trarre benefici da un’economia di scala con un costo del seme bio più competitivo oltre alla possibilità, per gli agricoltori stessi, di iniziare a svolgere l’attività di moltiplicazione. In Romagna siamo bravi con le sementiere e siamo bravi a fare il bio – conclude Falcioni – Può essere una risposta, un’opportunità, a un mondo che non se la sta passando molto bene, con le gelate e altre calamità, e bisogna avere presente anche la redditività dell’impresa agricola”.

Negli ultimi dieci anni, sottolinea Anabio-Cia, si è registrata una significativa crescita della superficie investita a produzione bio e nel 2020 l’area destinata ai semi bio, in Italia, è aumentata del 28% rispetto al 2019. Ciò va colto come una sfida per rispondere a una domanda ancora latente di sementi bio diversificate, adattate alle condizioni di produzione biologica e locale. Attivare questo processo vuol dire, inoltre, guardare alla scadenza del 2036, quando non sarà più possibile far ricorso alle deroghe imposte dalla normativa Ue. Oggi, già 2 specie non sono più in deroga (Erba Medica e Trifoglio Alessandrino) e a queste se ne potrebbero aggiungere altre 15 nel corso del 2022. In tale contesto, torna il focus sulla Banca Dati Sementi, che al momento contiene 878 specie e varietà, e deve diventare sempre più lo strumento di gestione per la moltiplicazione vegetativa con metodo biologico e sempre meno il mezzo per le deroghe.

Sul fronte agricolo, Anabio-Cia è fortemente impegnata a mobilitare i produttori del comparto a favore delle sementi biologiche, sollecitata da norme comunitarie e nazionali più stringenti del passato, ma anche da anni di ricerca partecipata su cui è tempo di puntare e che vede come promotrice in primis la Rete dei Semi Rurali.

Per Anabio-Cia bisogna, dunque, lavorare con le ditte sementiere italiane per nuovi accordi interprofessionali con contratti che contengono la combinazione tra specie/varietà nelle diverse regioni e prevedano informazione e formazione tecnica ed economica efficace. Al Mipaaf, invece, Anabio-Cia sollecita la richiesta di finanziamenti per un nuovo Piano Nazionale delle Sementi Biologiche, annunciato da un anno, ma ancora alle prese con l’iter amministrativo.

IL SETTORE DELLA MOLTIPLICAZIONE DELLE SEMENTI IN ITALIA

  • Coinvolti 15.000 agricoltori per le specie agrarie e 4.000 per le specie ortive a livello nazionale;
  • La superficie di produzione delle sementi ufficialmente certificate nel 2019 si attesta a 202 mila ettari;
  • Circa ¼ della superficie è localizzata in Emilia-Romagna, che è la prima Regione italiana in termini di aree dedicate alla produzione di sementi di specie certificate con una quota pari al 23% del totale nel 2019;
  • Circa il 50% di questa area produttiva è localizzata in Emilia-Romagna, che è la Regione leader in Italia anche in termini di aree dedicate alla produzione di sementi di specie certificate;
  • La produzione di sementi di cereali a paglia nel 2019 ha riguardato circa 103.000 ettari in Italia. L’Emilia Romagna. rappresenta una quota del 15% circa del totale;
  • Nel 2019 la moltiplicazione del seme di specie foraggere ha superato nel complesso i 68.000 ettari. Tra queste, la coltura regina si è confermata l’erba medica con 31.679 ettari. L’Emilia Romagna rappresenta quasi ¼ (17.500 Ha) della superficie nazionale dedicata alla produzione di sementi foraggere e circa il 43% (13.600 Ha) di quella dedicata all’erba medica;
  • La superficie di produzione di seme delle colture industriali (mais, soia, girasole, bietola da zucchero) ammonta, nel 2019, a quasi 26.000 ettari complessivi. Il 45% è localizzato in Emilia-Romagna.

Fonte: Assosementi

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat