Borsa patate, definito un ulteriore acconto sul prodotto - Agrimpresaonline Webzine

Borsa patate, definito un ulteriore acconto sul prodotto

Marzo 2015

BOLOGNA – Nella seduta dello scorso 6 marzo sono state rese note le giacenze di patate alla fine del mese di febbraio, dove i primi due mesi dell’anno hanno visto segnare un record di vendite mai eguagliato negli ultimi 10 anni.

A ciò hanno certamente contribuito i prezzi al di sotto della media e le continue promozioni delle grandi catene distributive.

Nell’occasione la Commissione paritetica, costituita conformemente al Contratto quadro regionale, era chiamata, nella straordinarietà della campagna commerciale, a valutare la possibilità di un ulteriore acconto, da indicare come prezzo minimo da pagare alla produzione. La seduta, dopo alcuni pareri discordanti, ha trovato unanimità nel definire un ulteriore acconto di due centesimi di euro al chilogrammo da pagarsi dal 1 al 15 aprile sulla produzione conferita. Il totale dell’importo minimo dovuto è di 12 centesimi di euro al kg sul prodotto di prima categoria conferito.

In verità saranno poche le aziende commerciali che dovranno pagare l’ulteriore acconto definito in quanto le aziende cooperative più importanti firmatarie del Contratto quadro avevano già provveduto, autonomamente, come condizione di miglior favore, ad elargire acconti fino alla concorrenza di 12 o 13 centesimi di euro sulla prima categoria ed in alcuni casi, si è anche andati oltre, pagando acconti anche sul prodotto di seconda categoria conferito.

La seduta fa ben sperare per un finale di campagna che permetta, perlomeno, di contenere le perdite da entrambe le parti. Con l’ulteriore acconto definito il 6 marzo scorso, la produzione agricola resta comunque ancora abbondantemente al di sotto dei costi di produzione, con incassi medi stimati nell’ordine di 3.500/4.000 euro per ettaro a fronte di un costo di produzione complessivo prossimo ai 7.000 euro per ettaro.
Da due anni il settore non ha nessun tipo di intervento diretto come avveniva in passato con il contributo allo stoccaggio privato. Da parte del Ministero, in fase di stipula del contratto quadro avvenuta il 26 febbraio scorso, sono stati promessi non meglio precisati contributi che il settore attende da oltre due anni senza risultato. Anche se gli importi promessi non permetteranno di risolvere la situazione in quanto sarebbero disponibili solo 3 milioni di euro per tutto il settore pataticolo, compreso quindi il settore industriale, il possibile contributo permetterebbe al settore di organizzarsi al meglio.

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