È più nociva la burocrazia o la nutria?

Ottobre 2014

Claudio Ferri

È entrata in vigore la legge che classifica le nutrie alla pari di topi, ratti e talpe (sui quali è competente il Comune nell’ambito della tutela igienico-sanitaria).

I cosiddetti castorini in precedenza, essendo considerati animali selvatici, erano sottoposti alle normativa sull’attività venatoria di competenza della Provincia.

Da una prima lettura sembra essere un provvedimento che consente di tutelare maggiormente le colture agricole, e soprattutto gli argini dei fiumi e dei canali. Non è proprio così. Una nota della Regione Emilia Romagna inviata agli uffici faunistici delle Province il 19 settembre scorso, precisa alcuni punti che di fatto rendono molto più difficile, almeno in un primo momento, contrastare questa specie invasiva e dannosa.

Le conseguenze pratiche dell’esclusione della nutria dalle specie tutelate della legge attuale sulla caccia (la 157/92) sono, in sintesi, che i danni all’agricoltura non verranno più risarciti dopo lo scorso 20 agosto, non verranno più forniti materiali per prevenire i danni e cesseranno i piani di controllo. Inoltre da adesso in poi la competenza per il controllo sulle nutrie passerà ai sindaci, con il rischio concreto che emergano difformità nelle ordinanze condizionate dalle diverse sensibilità dei ‘primi cittadini’ dell’Emilia Romagna.

Il primo effetto, intanto, è stato quello di sospendere i piani di controllo, magari non esaustivi, ma che avevano dato risultati. Le Polizie provinciali, inoltre, oltre a bloccare i coadiutori nei piani di abbattimento, hanno dato disposizioni per ritirare le trappole dai territori a rischio.

La nota della Regione avverte poi che “…l’esclusione della nutria dalla legge 157 non autorizza tuttavia ad un abbattimento indiscriminato della specie, tenuto conto della legge 189 del 2004… che prevede pene detentive per chiunque per crudeltà o senza necessità… cagiona la morte di un animale…”. La nutria, in sostanza, è equiparato ad un topo, che comunemente viene ‘cacciato’ con ogni mezzo e sul suo presunto ‘maltrattamento’ nessuno ha mai obiettato. Cosa si farà con la nutria? Intanto una legge che sembrava risolvere un problema (ricordo i danni da milioni di euro che la rottura degli argini del fiume Secchia a Modena ha comportato) ha complicato le cose e l’animale peloso sarà al centro di una lunga e nociva burocrazia ad opera dei tanti uffici tecnici dei Comuni.

Articoli correlati

WhatsApp chat

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Clicca ok per proseguire la navigazione e acconsentire all’uso dei cookie.