Ecoturismo, serve un’educazione ad hoc per garantire reddito alle imprese - Agrimpresaonline Webzine

Ecoturismo, serve un’educazione ad hoc per garantire reddito alle imprese

Aprile 2017

FERRARA – Nel ferrarese i turisti che hanno scelto il turismo rurale nel 2014 e 2015 – con una tendenza simile nel 2016 – sono stati circa 47.000, un terzo dei quali stranieri, che sono rimasti in media 3 notti sul territorio (dati Provincia di Ferrara).

Ma il valore non è solo economico. Secondo la Cia l’agricoltura ha un ruolo fondamentale nel preservare suolo e paesaggio dalla cementificazione, che ha già “bruciato” 2 milioni di ettari di terreno agricolo negli ultimi vent’anni. L’attività agrituristica, in particolare, è “custode” della ruralità perché tutela l’ambiente preservando la biodiversità e lo valorizza come bene da fruire in maniera sostenibile. Se i dati a livello nazionale indicano una positiva crescita dell’ecoturismo, nel ferrarese puntare su un’offerta più “ecologica” non sembra ancora una scelta che paga a livello di reddito per le aziende.

“Nella nostra azienda agrituristica – spiegano Anna Sartirani e Francesco Soncini Sessa, proprietari dello storico agriturismo “Le Pradine” di Mirabello – l’ecoturismo è una realtà da trent’anni. Lavoriamo da sempre per valorizzare la terra, il patrimonio ambientale e architettonico che fa parte della cultura rurale del territorio. Abbiamo fatto investimenti sia a livello umano che economico, per mantenere il patrimonio e renderlo fruibile a tutti. Ma sono investimenti che non sono ripagati a livello reddituale, perché i turisti faticano a dar valore a un’azienda che, ad esempio, sceglie di non chiudere i maceri per realizzare una piscina, e propone percorsi per scoprire la biodiversità.
Il valore aggiunto non è percepito e non diventa remunerativo. Siamo orgogliosi – continuano Anna Sartirani e Francesco Soncini Sessa – di proporre un turismo rurale sostenibile, ma il turista italiano medio oggi vuole spendere il meno possibile e solitamente prenota per periodi brevi, un mordi e fuggi che non fa bene al turismo nel ferrarese. L’ecoturismo, invece, potrebbe diventare una possibilità concreta e remunerativa per le aziende multifunzionali ferraresi, se solo ci fosse un’educazione turistica. Bisogna spiegare e insegnare al turista che può visitare la città, ma allo stesso tempo godere dei suoni, dei colori, degli odori della campagna che può davvero dare moltissimo a livello umano ed emozionale.
Inoltre, occorrono investimenti per favorire la conservazione dell’architettura rurale e circuiti turistici per valorizzare un territorio che ha davvero molto da offrire”.

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